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La città

Mattatoio, niente ricorso al Tar

Dopo la bocciatura della petizione restano le polemiche

Il mattatoio s'ha da fare. In contrada Murgetta. L'ultimo consiglio comunale ha respinto in via definitiva la petizione promossa dagli abitanti del borgo Murgetta che chiedevano l'annullamento della delibera di approvazione del progetto oltre alla revisione dell'intera procedura di variante che ha autorizzato la costruzione di un mattatoio in una zona a vocazione agricola. Una variante che, secondo i ricorrenti, sarebbe anche sprovvista della Valutazione ambientale strategica, ovvero lo studio dell'impatto che la nuova costruzione avrebbe sull'ambiente circostante.
Petizione respinta a pieni voti dai consiglieri comunali dopo la relazione del dirigente dell'ufficio tecnico Antonio Vendola secondo cui "la procedura rispecchia perfettamente la legge regionale".

Per altro a difendere le ragioni dei residenti del borgo non ci sarà nemmeno un giudice visto che il ricorso, annunciato in un primo momento, non è mai stato depositato entro i termini previsti dalla legge. La conferma arriva dall'avvocato Rosa Fiore che per prima aveva difeso le ragioni degli abitanti: "Io non ho presentato alcun ricorso" chiosa il legale senza dilungarsi sulle motivazioni di questa retro marcia murgettana.
"Aldilà di questi rumors è un fatto che rimangono tutte le irregolarità denunciate, peraltro non risolte nè affrontate nel dibattito in consiglio. E temo che la cosa costituirà un precedente per affrancarsi da valutazioni afferenti la sostenibilità ambientale" conclude il legale.
Qualche dettaglio in più arriva dai residenti della zona, pochi quelli che hanno voglia di parlare, e di spiegare che il dietro front è stato imposto da questioni squisitamente economiche: "Il ricorso al Tar ha i suoi costi e non tutte le famiglie hanno voluto farsene carico".
Dunque, perfezionati pratica e progetto a breve la Murgetta avrà il suo mattatoio.

Della vicenda restano, come era inevitabile, i postumi di un polemica politica innescata già lo scorso dicembre quando Rosa Fiore, segretario della locale sezione di SEl, aveva preso parte in qualità di consulente legale dei residenti all'incontro tra il sindaco, l'azienda e gli stessi cittadini, in quella occasione era stato lo stesso Valente a dire rivolgendosi ai residenti: "non fatevi strumentalizzare dai partiti politici".
Arrivata la questione in consiglio comunale, però, è il consigliere Angelo Petrara a ribadire che "questa è una questione squisitamente politica perché non stiamo valutando i documenti ma dobbiamo discutere e decidere come vogliamo governare il nostro territorio. Se a dispetto delle nuove norme che ci invitano a non sfruttare l'ambiente, noi, al contrario, vogliamo portare delle aziende in un borgo a vocazione agricola e residenziale. Un borgo che è l'ingresso principale per il parco dell'Alta Murgia".
A rispondere a Petrara ci avevano pensato prima Mimmo Cardascia e poi il capogruppo Pd, Sante Giordano che si era scagliato contro "l'abbaiare di qualche esponente politico che sta strumentalizzando questa vicenda".

Ed è proprio a Giordano che risponde Rosa Fiore, spogliatasi delle vesti di legali, per stigmatizzare: "gli inopportuni commenti del consigliere che cerca sempre, in uno stile paludato che piace solo a lui, di dimostrare che la questione non riguardava un unico cittadino, difeso dall'abbaiare di un segretario politico, per chissà quali fantomatici vantaggi, ma l'intera comunità della Murgetta. Dico di più. Questa vicenda interessa tutta la Città, perché non ci sono questioni ambientali o di comunità che possiamo stralciare dalla nostra attenzione. Le borgate sono insediamenti umani, la cui tutela appartiene ed è dovere di tutti, come cittadini, ed in particolar modo di chi se ne erge a tutore facendo politica".

Se questi sono gli argomenti è facile immaginare che la vicenda "Mattatoio" a breve si arricchirà di altre puntate.
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