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Il “Chronicon” di Domenico da Gravina

La storia medievale di Gravina rivive tra ricerca, memoria e innovazione.

L'11 Giugno Gravina in Puglia, ha ospitato presso la Pinacoteca della Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" la presentazione del "Chronicon" di Domenico Di Gravina, nella prestigiosa edizione critica, traduzione curata dal professor Fulvio Delle Donne. Un appuntamento culturale di grande rilievo promosso con il patrocinio del Comune di Gravina in Puglia e organizzato dalla Fondazione Ettore Pomarici Santomasi e dall'APS Calcarea.

A moderare l'incontro è stato il dott. Francesco Mastromatteo, responsabile della comunicazione del Comune di Gravina in Puglia, che ha guidato il pubblico attraverso i diversi momenti della serata, evidenziando il valore storico e culturale dell'opera e stimolando il dialogo tra studiosi e partecipanti.

Il presidente della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, Filippo Tarantino, che ha espresso grande soddisfazione per la numerosa partecipazione del pubblico, segno dell'interesse crescente della comunità verso la valorizzazione della storia e dell'identità locale.

Non è mancato, inoltre, un significativo riferimento al lavoro di divulgazione svolto da Giuseppe Candido, giovane appassionato di storia e creatore della pagina Instangram Sylbionpedia.
Grazie all'attenzione rivolta dal moderatore Francesco Mastromatteo, è stata evidenziata l'originale iniziativa che ha visto Candido utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per reinterpretare e raccontare le vicende narrate nel Chronicon in chiave cartoon, rendendo più accessibili temi, personaggi e avvenimenti della storia medievale alle nuove generazioni.
Non sono mancati saluti istituzionali dell'Amministrazione comunale, portati da Leo Vicino in rappresentanza del Comune di Gravina in Puglia, in sostituzione del sindaco dott. Fedele Lagreca, impossibilitato a partecipare all'evento.

Sono intervenuti il professor Fulvio Delle Donne, docente di Letteratura latina medievale e umanistica presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II e curatore dell'opera; e il professor Francesco Violante, docente di Storia medievale presso l'Università degli Studi di Bari.

Nel corso degli interventi è stata sottolineata l'eccezionale importanza del Chronicon, considerato uno dei più significativi capolavori della storiografia medievale meridionale. L'opera di Domenico Di Gravina rappresenta, infatti, una testimonianza fondamentale per la conoscenza delle vicende politiche, sociali e militari del Regno di Napoli nel XIV secolo.

Particolare attenzione è stata dedicata al lungo e meticoloso lavoro di ricerca del professor Fulvio Delle Donne. L'edizione critica del Chronicon, frutto di studi avviati nel 1987, rappresenta il risultato di decenni di analisi dei manoscritti, confronto delle fonti, traduzione e approfondimento scientifico.

Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come il lavoro del filologo richieda grande rigore e pazienza: i testi medievali, infatti, spesso sono privi della punteggiatura moderna e presentano numerose difficoltà interpretative. Un singolo errore di lettura o trascrizione può alterare il significato di un passaggio e, di conseguenza, la ricostruzione degli eventi storici.

Il professor Francesco Violante, docente di Storia medievale, nel suo intervento ha offerto al pubblico una preziosa chiave di lettura per comprendere il contesto storico e territoriale in cui si sviluppano le vicende narrate nel Chronicon e ha evidenziato come l'opera rappresenti una fonte fondamentale per ricostruire il volto della Gravina medievale e del suo territorio, descrivendo un paesaggio ricco di vigne, attività agricole e relazioni economiche che caratterizzavano l'area tra il XII e il XIV secolo.

Il professore ha, inoltre, ricordato come questa nuova edizione critica arricchisca notevolmente gli strumenti a disposizione degli studiosi rispetto alle precedenti pubblicazioni, grazie a un apparato di note e commenti più ampio, capace di contestualizzare meglio personaggi, eventi e luoghi descritti nel testo.

L'incontro ha rappresentato non solo un'importante occasione di approfondimento storico e accademico, ma anche un momento di riflessione sul valore della memoria e della cultura nella costruzione dell'identità di una comunità. La numerosa partecipazione del pubblico ha confermato l'interesse verso le proprie radici e la necessità di preservare e divulgare il patrimonio storico locale.

«Riscoprire opere come il Chronicon significa riscoprire noi stessi: la storia di una comunità è il ponte che unisce memoria, identità e futuro.»
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