
cultura
Al Monastero di Santa Maria l'incontro con l'autore de "Il vizio dello stupro" di Renzo Paternoster
Iniziativa “Libri in Fiore – Fior d'Autore” nell’ambito del festival EN.TRO.TÈR.RÆ
Gravina - sabato 18 luglio 2026
10.28
Si è svolto ieri sera venerdì 17 Luglio, nel suggestivo Monastero Santa Maria di Gravina in Puglia, uno degli appuntamenti della rassegna "Libri in Fiore – Fior d'Autore", inserita nel programma del festival EN.TRO.TÈR. RÆ, dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico e sociale del territorio.
L'appuntamento rientra nel ricco calendario del festival EN.TRO.TÈR. RÆ, organizzato da Calcarea APS, Consorzio Turistico Sguardi Rupestri ed Ente Pro Loco Puglia. L'iniziativa di ieri è patrocinata dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia, dal Parco Geominerario UNESCO – Geopark, del Comune di Gravina in Puglia e del progetto Gravina 2027 – Capitale della Cultura di Puglia, promuovendo per tutto il mese di luglio incontri culturali, visite guidate, arte, musica e iniziative dedicate alla valorizzazione dell'identità del territorio.
Ad aprire l'incontro è stato Oronzo Rifino, presidente di EPLI Puglia, che ha rivolto i saluti istituzionali ai presenti, introducendo l'autore Renzo Paternoster e i temi al centro del dibattito. Nel suo intervento ha evidenziato il valore della rassegna come occasione di confronto culturale.
Protagonista della serata è stato lo scrittore Renzo Paternoster, autore del volume "Il vizio dello stupro. L'uso politico della violenza sulle donne". Un saggio che affronta con rigore storico e sociale il tema della violenza di genere, analizzandone le radici culturali, le implicazioni politiche e la necessità di costruire una società fondata sul rispetto, sulla parità e sulla tutela dei diritti delle donne.
Uno dei temi centrali dell'incontro è stato quello delle origini della violenza nei rapporti tra uomo e donna, affrontato attraverso una lettura antropologica e storica delle prime società preistoriche.
Nel corso del dialogo è stato approfondito anche il concetto di Gilania, che descrive un modello sociale fondato sulla cooperazione, sulla condivisione del potere e sulla complementarità tra uomo e donna, in contrapposizione ai successivi sistemi di dominio. Si è inoltre discusso del dibattito archeologico relativo alle celebri statuette femminili della preistoria, spesso interpretate come rappresentazioni della Dea Madre. È stato evidenziato come questa interpretazione oggi sia oggetto di revisione da parte di molti studiosi.
Nel suo intervento, Renzo Paternoster ha posto particolare attenzione sul tema delle violenze sessualizzate, evidenziando come nel corso della storia lo stupro e la violenza sessuale siano stati utilizzati non soltanto come crimini contro la persona, ma anche come strumenti di dominio, sopraffazione e controllo politico, sociale e culturale. L'autore ha sottolineato come queste forme di violenza continuino a manifestarsi ancora oggi, alimentate da stereotipi di genere.
Ad interagire con l'autore nel corso del dibattito sono stati Ketti Lorusso, presidente dell'associazione Philia APS, e Gabriele Buzzi, psicologo. Attraverso domande, riflessioni e approfondimenti hanno guidato il confronto sui temi affrontati nel volume, offrendo differenti chiavi di lettura sul fenomeno della violenza di genere.
Nel corso del dibattito, l'autore e i relatori hanno approfondito le diverse forme di violenza che ancora oggi colpiscono le donne, soffermandosi non solo sulla violenza fisica, ma anche su quella culturale, psicologica ed economica, spesso meno visibile, ma altrettanto devastante. Attraverso il confronto, sono stati analizzati i meccanismi che favoriscono il perpetuarsi di queste forme di abuso, evidenziando come stereotipi, discriminazioni, disparità di potere e dipendenza economica continuino a rappresentare fattori determinanti nella diffusione della violenza di genere.
L'appuntamento rientra nel ricco calendario del festival EN.TRO.TÈR. RÆ, organizzato da Calcarea APS, Consorzio Turistico Sguardi Rupestri ed Ente Pro Loco Puglia. L'iniziativa di ieri è patrocinata dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia, dal Parco Geominerario UNESCO – Geopark, del Comune di Gravina in Puglia e del progetto Gravina 2027 – Capitale della Cultura di Puglia, promuovendo per tutto il mese di luglio incontri culturali, visite guidate, arte, musica e iniziative dedicate alla valorizzazione dell'identità del territorio.
Ad aprire l'incontro è stato Oronzo Rifino, presidente di EPLI Puglia, che ha rivolto i saluti istituzionali ai presenti, introducendo l'autore Renzo Paternoster e i temi al centro del dibattito. Nel suo intervento ha evidenziato il valore della rassegna come occasione di confronto culturale.
Protagonista della serata è stato lo scrittore Renzo Paternoster, autore del volume "Il vizio dello stupro. L'uso politico della violenza sulle donne". Un saggio che affronta con rigore storico e sociale il tema della violenza di genere, analizzandone le radici culturali, le implicazioni politiche e la necessità di costruire una società fondata sul rispetto, sulla parità e sulla tutela dei diritti delle donne.
Uno dei temi centrali dell'incontro è stato quello delle origini della violenza nei rapporti tra uomo e donna, affrontato attraverso una lettura antropologica e storica delle prime società preistoriche.
Nel corso del dialogo è stato approfondito anche il concetto di Gilania, che descrive un modello sociale fondato sulla cooperazione, sulla condivisione del potere e sulla complementarità tra uomo e donna, in contrapposizione ai successivi sistemi di dominio. Si è inoltre discusso del dibattito archeologico relativo alle celebri statuette femminili della preistoria, spesso interpretate come rappresentazioni della Dea Madre. È stato evidenziato come questa interpretazione oggi sia oggetto di revisione da parte di molti studiosi.
Nel suo intervento, Renzo Paternoster ha posto particolare attenzione sul tema delle violenze sessualizzate, evidenziando come nel corso della storia lo stupro e la violenza sessuale siano stati utilizzati non soltanto come crimini contro la persona, ma anche come strumenti di dominio, sopraffazione e controllo politico, sociale e culturale. L'autore ha sottolineato come queste forme di violenza continuino a manifestarsi ancora oggi, alimentate da stereotipi di genere.
Ad interagire con l'autore nel corso del dibattito sono stati Ketti Lorusso, presidente dell'associazione Philia APS, e Gabriele Buzzi, psicologo. Attraverso domande, riflessioni e approfondimenti hanno guidato il confronto sui temi affrontati nel volume, offrendo differenti chiavi di lettura sul fenomeno della violenza di genere.
Nel corso del dibattito, l'autore e i relatori hanno approfondito le diverse forme di violenza che ancora oggi colpiscono le donne, soffermandosi non solo sulla violenza fisica, ma anche su quella culturale, psicologica ed economica, spesso meno visibile, ma altrettanto devastante. Attraverso il confronto, sono stati analizzati i meccanismi che favoriscono il perpetuarsi di queste forme di abuso, evidenziando come stereotipi, discriminazioni, disparità di potere e dipendenza economica continuino a rappresentare fattori determinanti nella diffusione della violenza di genere.








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