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Presentato il nuovo libro del Prof. Laiso “Lessico minimo del dialetto gravinese”

Il ricavato, offerto a Save the Children Italia, per i bambini delle regioni colpite dalle alluvioni

Ecco che Gravina si scopre ancora una volta un motore culturale forte e vigoroso, persone come il prof. Franco Laiso, il carburante prezioso a dare slancio alle iniziative culturali ed editoriali sempre in fermento nella nostra città.

È presso la sala conferenze della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, ospiti del presidente avv. Nicola Cornacchia, che è stata presentata la nuova pubblicazione del professor Franco Laiso glottologo e filologo: "Lessico minimo del dialetto gravinese. Ricerche etimologiche e spunti socio-antropologici", edizione rivista e aggiornata. A moderare l'incontro il noto giornalista e cultore di storia gravinese Pinuccio Massari.

In rappresentanza del sindaco di Gravina, l'assessore Leo Vicino; presenti anche la professoressa Antonella Sarpi, Dirigente Scolastico Istituto Tecnico Commerciale "Vittorio Bachelet", "Galilei". Presente anche il mondo dell'imprenditoria locale, il dottor Gino Laroccia, sostenitore della pubblicazione.

Dopo la presentazione degli intervenuti, Massari cede la parola alla prof.ssa Sarpi: "Questo libro è come uno scrigno, queste parole sono gioielli da conservare perché echi della nostra infanzia". Il riferimento della professoressa Sarpi è chiaramente rivolto ai termini alla lingua che i nostri nonni utilizzavano fluentemente, e che rimandano a ricordi della famiglia e dell'infanzia.

Prende la parola il dott. Gino Laroccia, imprenditore, che Massari definisce "mecenate", cioè una persona che si impegna a tutelare, promuovere e sostenere finanziariamente l'attività artistica e culturale degli artisti e dei letterati. Un Mecenate che invita gli tutti imprenditori a farsi carico, finanziando il fermento culturale della nostra città. "L'imprenditore ha l'obbligo di collaborare con questi studiosi con queste menti, dobbiamo far crescere la nostra città".

Il lavoro di ricerca di Laiso non si ferma alla sola fonte etimologica, ma spazia anche sull'uso storico/sociale che ne veniva fatto di un determinato termine. Laiso indaga sulla lingua rifacendosi a studiosi del calibro di Ernesto de Martino, Lévi-Strauss, Michail Bachtin, Peter Burke. Infatti, dopo la prima parte del libro che spazia sulla parte lessicale dei termini, si passa alla parte degli spunti storici e socio antropologici, mentre la terza parte si rivolge alla politica con dei suggerimenti, con una visione nuova di territorio. È lo stesso professore a parlarci prima dell'aggettivo pùmese, nano, basso, usato spesso per indicare un cane di piccola taglia, per arrivare poi al PUMS acronimo per indicare il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile. Insomma un libro a 360° che spazia su tutta la cultura che Laiso piace definire glocal, non solo nostra, ma di tutta Europa. Ci legge alcune filastrocche gravinesi, che hanno degli stilemi molto assonanti con alcuni testi europei.

Il professor Laiso incanta il numeroso pubblico intervenuto, leggendo e commentando alcuni termini dialettali poco conosciuti, spiegandone le derivazioni latine del nostro dialetto, racconta di come il nostro idioma sia una diretta discendenza dalle lingue romanze antiche.
Il racconto diverte e coinvolge anche il pubblico, quando il professore ci parla del "realismo e il basso materiale-corporeo nel repertorio lessicale dei proverbi" gravinesi. Aneddoti dei proverbi che scatenano momenti di ilarità. "I nostri proverbi sono in sintesi, questa continua elucidazione dei grandi letterati".

Mutte, mutte, ci nan iè mìenze iè tutte. Il mormorio se non è mezzo è tutto, cioè il mormorio se non contiene tutta la verità, ne contiene sicuramente una parte.
Ben venga il mormorio culturale della nostra città, e che sia in futuro un tutto per sviluppare la crescente voglia di cultura e di persone come il prof. Laiso che la nostra comunità ha il pregio di avere.
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