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L'emergenza sanitaria si ripercuote sull'impresa e sul lavoro

La Regione incontra le parti sociali: individuati i beneficiari

L'emergenza sanitaria per il contagio del Covid-19 sta falciando il mondo dell'impresa, con ripercussioni molto pesanti per l'occupazione. Il Governo sta accelerando sui provvedimenti relativi alla cassa integrazione ed è arrivato il primo "sì" alle Regioni con una parziale dotazione finanziaria.

Circa cento milioni di euro saranno a breve a disposizione della Regione Puglia. Questo il commento dell'assessore al lavoro Sebastiano Leo dopo l'incontro in videoconferenza con il ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo: "Un incontro utile perché è servito a sbloccare immediatamente per le regioni italiane parte dei 3,3 miliardi di euro destinati al trattamento della Cassa Integrazione in Deroga come stabilito dal Decreto Cura Italia", comunica l'assessore regionale.

"Per la Regione Puglia è immediatamente disponibile una prima tranche pari a 106,5 milioni di euro su un totale di circa 1,3 miliardi di euro. È una notizia importante che arriva proprio mentre stiamo incontrando le organizzazioni sindacali e datoriali per firmare l'Accordo Quadro che disciplina per l'appunto la fruizione della cassa integrazione in deroga per i lavoratori e le imprese pugliesi e quindi l'utilizzo di queste risorse. Stiamo lavorando intensamente – ha concluso l'assessore – per sostenere subito e attivamente quei lavoratori e quelle imprese in difficoltà a causa della pandemia da Covid-19 e che non rientrano nella cassa Integrazione ordinaria, la cui competenza - come noto - è nazionale".

Si è svolto un incontro alla Regione con le parti sociali. I beneficiari sono i lavoratori subordinati, a tempo indeterminato e determinato, dipendenti studi professionali, lavoratori intermittenti di tutte le categorie comprese l'agricoltura, la pesca e il terzo settore. Con la cassa integrazione in deroga non superiore alle nove settimane per tutti i lavoratori in forza di assunzione, anche a tempo determinato, alla data del 23 febbraio 2020.

Questo sinteticamente il cuore dell'Accordo Quadro Regione Puglia sottoscritto ieri pomeriggio per la fruizione della cassa integrazione in deroga (ai sensi dell'art 22 del Decreto legislativo n.18 del 17/03/2020) destinata ai lavoratori del settore privato i cui datori di lavoro abbiano unità produttive nel territorio della regione Puglia.

Più specificatamente "con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane".

L'accordo messo a punto ieri pomeriggio prevede che i beneficiari del trattamento di CIG in deroga siano i lavoratori, anche a tempo determinato, in forza alla data del 23 febbraio 2020, con le qualifiche di operai, impiegati e quadri.

Rientrano tra i beneficiari anche i soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato; i lavoratori somministrati, se non già coperti dal Fondo di Solidarietà Bilaterale, solo se prestano l'opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti; gli apprendisti; i lavoratori con contratto di lavoro intermittente nella media giornate degli ultimi 12 mesi in forza al 23 febbraio 2020; i pescatori, anche delle acque interne, a qualsiasi titolo imbarcati.

Non rientrano nella fattispecie di lavoratori beneficiari della CIG in deroga, i dirigenti e i lavoratori domestici.

Le istanze dei datori di lavoro si presenteranno attraverso il sistema informativo "Sintesi" e dovranno contenere l'accordo stipulato in sede sindacale e la dichiarazione sostitutiva generata proprio dal sistema "Sintesi".
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