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La città

Cani e canili: a parlare è un responsabile del canile altamurano

“Da Gravina le richieste sono modeste rispetto al fabbisogno cittadino”. L'ostacolo principale resta la legge n. 26 del 2006

"Abbiamo un' autorizzazione per 850 posti, 600 circa sono quelli occupati, ne residuano 250". Queste le dichiarazioni di un responsabile del canile rifugio tutto altamurano.
L'operazione matematica è piuttosto semplice e non ha bisogno di alcuna prova del nove: l'impianto del canile rifugio sito in Altamura ha ad oggi una certa disponibilità, e precisamente di 250 unità (certo il "circa" è quanto mai doveroso).

Ma non si fanno attendere gli ostacoli: primo tra tutti, precisa il responsabile, la legge regionale del 9 agosto 2006, n. 26, al cui articolo 2 comma 2, dispone che "Il limite massimo di capienza dei rifugi e delle strutture a questi assimilate non può comunque superare le duecento unità di animali con esclusione di moduli contigui fatte salve le strutture a oggi autorizzate che opereranno a esaurimento".
Cosa accade quindi? Le 600 unità presenti nel canile, restano nella struttura altamurana fino ad esaurimento, ma, proprio a seguito della legge in questione, i posti in "eccedenza" (i 250 di cui parlavamo) restano vacanti, non è possibile accogliere altre unità di animali, salvo, udite udite, in caso di decreti di urgenza firmati direttamente dal comune richiedente, questa la precisazione del responsabile altamurano.

A questo punto una domanda secca suona spavalda così: "Ma da Gravina sono giunte richieste motivate da urgenza, impellenze per altro segnalate e risegnalate al Comune dai cittadini?" Questa la risposta del responsabile interpellato: "Si', ma in modesta entità rispetto al fabbisogno cittadino…e rispetto anche a richieste provenienti da altri comuni limitrofi che denunciano la stessa situazione gravinese di emergenza!" Quindi Gravina ha chiesto, ma ha chiesto poco! Questione di educazione? Al momento le motivazioni sono ignote e quello che potrebbe farci rabbia, se motivazioni reali alla base non vi fossero, è che l'emergenza cani è ormai un trend dalla evoluzione davvero preoccupante.

Certo l'ostacolo principale all'abbattimento del fenomeno randagismo resta pur sempre la legge succitata, la quale, se da una parte ha voluto evitare canili lager, dall'altra ha lasciato letteralmente i cani per strada; ma non tarda ad arrivare quel "mea culpa" che secondo il responsabile interpellato potrebbe riguardare il comune di Gravina. Senza puntare il dito contro nessuno e sorvolando sulla morosità a livello contrattuale a carico del comune di Gravina (il canile altamurano a quanto pare è in credito da Gravina di un bel po' di mesi di ospitalità…), secondo il responsabile del canile altamurano, lo stesso ente gravinese in materia di randagismo "avrebbe dovuto sedersi a tavolino con gli enti e le altre autorità competenti e provare a concertare, trovando soluzioni nell'interesse del cittadino. Questa semplice operazione mi sembra sia mancata. Attenzione però anche alle richieste dei cittadini, perché non tutti i cani sono da rinchiudere in canile: il cane inoffensivo, così detto di quartiere può e deve vivere per strada a differenza di quello aggressivo che non può convivere con i passanti".

Ma ce n'è anche per il nostro canile, parliamo di entrambe le strutture previste per il nostro paese, il canile saitario e il canile rifugio: l'apertura del primo è rinviata, se ricordate bene, di due mesi in due mesi, il secondo attende invece per la realizzazione un project financing; ecco una chiosa in chiusura del responsabile ascoltato: "Quale convenienza ha il comune di Gravina a realizzare una struttura che costerà quattro volte quello che spende oggi e che già non riesce  a pagare?".
  • Randagismo
  • Canile rifugio
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