muri invisibili
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La città

Abbattere i "muri invisibili", Gravina in prima linea

Un'iniziativa contro i pregiudizi, per ricordare e riflettere

Sabato 9 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 12 presso la villa Comunale di Gravina in Puglia, in occasione dell'anniversario dei 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, operatori e utenti della rete delle strutture riabilitative della Cooperativa sociale "Questa Città" hanno organizzato, in collaborazione con l'associazione di Potenza "La luna al Guinzaglio", Le Officine Culturali, i ragazzi dell'Istituto Bachelet e alcune classi della scuola S. G. Bosco, un'opera collettiva dal titolo "Muri Invisibili". La parola "muro" e il suo forte potere evocativo, soprattutto nell'accezione metaforica, è di uso comune tanto nel linguaggio dei pazienti e degli operatori della salute mentale, quanto nel lessico comune per indicare un ostacolo come il pregiudizio.

L'indifferenza è un muro, lo stigma, la "non conoscenza" che affligge i pazienti sono muri e come tutti i muri separano, escludono, tolgono la visuale su chi c'è dall'altra parte. Di qui è nata l'ispirazione per l'evento che ha visto coinvolti studenti, passanti, amici: muri "invisibili" che diventano visibili grazie ai volti dipinti e accarezzati da un pennello, che non separano più ma lasciano vedere, trasparire, apparire il volto dell'altro.

La giornata è terminata con il dolce suono del violino di Mirko Palmieri e lo strappo dei muri in pellicola da parte di tutta la folla. Il primo muro che è caduto è stato quello dell'età: bambini, ragazzi e adulti sono stati coinvolti insieme in un'esperienza che ha esaltato le differenze come ricchezza.

Un messaggio su tutti: le idee sono fatte per andare, non per stare ferme, e per tale motivo queste pellicole sono state tirate giù senza nessun tipo di legame, senza un'affezione all'oggetto che avrebbe sedimentato il muro. È stato necessario, invece, affezionarsi al processo che è stato agito su quel muro che riprende ciò che è accaduto alle ore 23.30 del 9 novembre 1989 in Germania. La cosa che bisogna mantenere è il ricordo dei volti dei ragazzi e dei passanti che hanno vissuto il momento, l'incontro e l'esperienza così da abbattere i muri delle paure, del "non conosco" che affliggono le persone affette da disabilità

La Cooperativa Questa città promette, dopo il successo di questo evento, di proseguire nelle attività sociali di lotta allo stigma aperti alla cittadinanza.
7 fotomuri invisibili
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  • Cooperativa Questa Città
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