consiglio comunale in videoconferenza
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La città

Via libera del consiglio al bilancio di previsione

Critica l’opposizione per il ritardo. Il voto in videoconferenza

Chi si aspettava un consiglio comunale con fuochi e fiamme è rimasto deluso. La celebrazione del consiglio comunale in videoconferenza, il primo a Gravina dopo il tentativo andato a vuoto nella scorsa primavera, ha avuto uno svolgimento dai toni pacati, probabilmente dettati dal momento storico caratterizzato dalla pandemia.

Il sindaco Valente è riuscito ad incassare il via libera dalla maggioranza sul documento unico di programmazione e sul bilancio di previsione 2020, senza grossi patemi d'animo che hanno caratterizzato le ultime sedute dell'assise comunale. Con 14 voti favorevoli e 4 contrari, per una minoranza decimata dalle assenze, il Comune di Gravina ha "scongiurato" il commissariamento, riuscendo ad approvare il bilancio di previsione e tutti i punti ad esso correlato, proprio sul filo di lana.

Certo non sono mancate le posizioni critiche alla proposta della maggioranza, non solo dai banchi dell'opposizione, ma anche tra i consiglieri che appoggiano la giunta Valente. In particolare il consigliere del Dem Mimmo Cardascia, che non ha usato mezzi termini per protestare contro l'approvazione tardiva del documento.

"Duole constatare che il bilancio di previsione viene approvato a 40 giorni dalla fine dell'anno- ha commentato Cardascia- "questo è lo strumento più importante per i consiglieri per dare l'indirizzo sull'operato dell'amministrazione. Ma fare adesso il bilancio significa violare le prerogative dei consiglieri comunali: non si può gestire così la cosa pubblica"- ha dichiarato amareggiato il consigliere del Pd, che poi però ha spiegato la sua decisione di accordare il voto favorevole al provvedimento. "Voterò a favore facendo violenza su me stesso. In questo periodo storico dobbiamo andare avanti e portare avanti le opere: voto solo per senso di responsabilità, ma non vi farò sconti. E' una bocciatura nei vostri confronti perché dobbiamo fare di più e meglio"- ha detto in chiusura il Dem rivolto al sindaco.

Dall'opposizione, invece, dito puntato sul presidente del consiglio Digiesi, accusata dalla consigliera pentastellata Cataldi di essere la responsabile del ritardo con cui si è convocato il consiglio comunale.

Michele Lorusso, invece, dalle parole infuocate di Cardascia si sarebbe aspettato un comportamento consequenziale diverso, non dando il proprio voto al bilancio, ciò che non è stato e poi, ha polemizzato con l'assessore Matera per la sua relazione ritenuta "scarna". "L'amministrazione si è presa un anno Sabbatico"- ha ironizzato Lorusso sull'evidente ritardo con cui si è proposto il documento al consiglio.

Tutte considerazioni che il sindaco Valente ha respinto, lanciando un appello a tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale. "Non credo di aver fatto alcun danno alla città- ha detto Valente, che ha attribuito il colpevole ritardo sia alla carenza di personale, ma anche, non nascondendosi dietro ad un dito, ad evidenti problemi in maggioranza. problemi che adesso con l'annessione del duo Lapolla-Lupoli sembrerebbero alle spalle.

Il sindaco, in questo particolare momento storico, ha ribadito la sua volontà di serrare le fila, lanciando un segnale distensivo alle opposizioni, invitandole a fare quadrato per superare questa difficile fase. "Ho invitato l'intero consiglio comunale a costruire insieme un programma condiviso di fine mandato"- ha dichiarato Valente. "Oggi, davanti ad una grande crisi, noi stiamo cercando di andare avanti e non lasciare la città orfana di una guida stabile"- ha continuato il sindaco che poi ha concluso: "rinnovo l'invito a tutti a collaborare. Non si possono cavalcare le divisioni di una città che è già lacerata; non possiamo buttare all'aria il futuro di una cittadinanza. Mi auguro che, con il tempo, ci sia un ripensamento". Parole lette con diffidenza dall'opposizione. "Il sindaco esorta all'unità, ma non mette in atto azioni concrete"- ha dichiarato Michele Lorusso, che poi ha nome della minoranza ha dato la propria "disponibilità a dare una mano alla città, attraverso l'amministrazione", e non viceversa.
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