Pride Gravina
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La città

Un successo il primo Pride a Gravina

La manifestazione ha unito generazioni differenti per sostenere i diritti LGBT

Non "orgoglio e pregiudizio", ma orgoglio contro ogni pregiudizio. Questo lo spirito che ha animato il Pride gravinese. Una manifestazione organizzata dall'associazione Punto GG per la prima volta nella città. Una iniziativa per combattere e porre al centro del dibattito la questione legata ai diritti spesso calpestati delle Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transegender (LGBT).

E a far sentire la propria vicinanza e solidarietà a tutte quelle persone che subiscono discriminazioni e stigma erano davvero in tanti. Una processione pacifica, festosa e colorata, culminata sul pianoro della Madonna della Stella, nei pressi del parco archeologico Padre Eterno, con alcuni interventi suggestivi e significativi. Ed erano davvero in tanti, anche diversi tra loro: giovani e meno giovani, bambini ed anziani: tutti uniti per dire no alla discriminazione, alla violenza ed all'intolleranza, soprattutto quella di genere.

"Ho voluto che mio figlio partecipasse a questa iniziativa per insegnargli il rispetto delle persone: abbiamo l'obbligo di formare le nuove generazioni" - ha detto Milena, mamma di un bambino di 11 anni che ha preso parte all'iniziativa con il suo cartello con su scritto "It's non just a Phase". E sulla sponda del torrente gravina, al di là del ponte orsiniano, si sono alternati in numerosi interventi e hanno voluto dare il proprio contributo, portando la propria testimonianza, il presidente del consiglio Maria Pina Digiesi e il consigliere comunale Mimmo Cardascia, oltre ai responsabili dell'Associazione Punto GG.

Ma anche comuni cittadini che hanno ribadito il sostegno al decreto Zan e le difficoltà a dichiarare la propria omosessualità in una società come la nostra, ancora troppo piena di pregiudizi, di resistenze e tare culturali, che spesso purtroppo sfociano in atti di violenza omofoba. "Bisogna trovare il coraggio di denunciare" - ha detto il 22enne Costantino, ma anche il coraggio di aprirsi e parlare con i propri cari. Fare, come si suol dire "Coming Out", per riuscire a sentirsi più libero e – sottolineano dalla Punto GG- finalmente "conquistare il diritto di essere uguali".
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