mensa perfetta letizia
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La città

Solidarietà ai fornelli

Lo chef Giovanni Cifarelli cucina per la mensa “Perfetta Letizia”

Difficile in questo momento essere al servizio degli altri. La paura di un contagio e del contatto con il prossimo, ma in particolare le disposizioni nazionali sulla sicurezza, ci chiude a riccio a discapito dei più deboli e meno fortunati. Tra mille difficoltà, e con le dovute precauzioni, si può aprire il cuore con gesti disinteressati e mettendosi al servizio della comunità, come fare la spesa a un vicino anziano o donare beni primari a chi è in difficoltà.

Meno volontari nelle organizzazioni parrocchiali e nelle mense della carità ma sempre più gente che necessita di un pasto caldo. Così lo chef Giovanni Cifarelli ha pensato di farsi avanti e offrirsi per fare quello che gli riesce meglio: cucinare. Donare tempo e professionalità alla mensa "Perfetta Letizia" della parrocchia San Francesco d'Assisi che al momento conta un paio di volontari al giorno, tra membri degli scout e operatori del servizio mensa. 25 sono i pasti giornalieri che vengono distribuiti, attenendosi alle regole, con il ritiro diretto o con la consegna a domicilio da parte della Protezione Civile.

La prima giornata aveva in menù una parmigiana di zucca nostrana, cicorielle selvatiche e ciambella al cioccolato: tutti con ingredienti rigorosamente a km zero, dalle uova alle verdure. Ringraziamenti da Padre Daniele e attestati di stima persino dal vescovo don Giovanni Ricchiuti che si è complimentato sia con i volontari per l'infaticabile e generoso servizio ai più poveri e bisognosi, che con lo chef per la lodevole iniziativa, per l'apertura al sociale e per il buon cuore.

Cifarelli ha rinnovato la sua disponibilità soprattutto nelle giornate, come il weekend, in cui ci sono meno unità in cucina e si è detto emozionato per l'esperienza vissuta. "Organizzazione e pulizia impeccabili, e un gruppo di volontari straordinario", il plauso del giovane chef che si è messo in gioco lontano dalle cucine stellate e dai riconoscimenti mediatici a cui è abituato, ma al servizio dei più bisognosi che hanno potuto gustare dei piatti del territorio con ingredienti poveri ma valorizzati da mani sapienti.

Un invito, quindi, anche per altri talenti dei fornelli a farsi avanti, per far sì che questa esperienza faccia da apripista ad una serie a catena di gesti altruisti. Gesti nobili che arricchiscono soprattutto chi li fa.
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