statua san Michele
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La città

San Michele torna a casa, tra le mura della sua “Porta”

La statua del santo ricollocata nella nicchia in piazza Scacchi

La storica statua di San Michele, santo Patrono della città, ubicata per secoli nella nicchia di piazza Scacchi, a ricordo e devozione per lo scampato pericolo che la città corse durante le orde del cardinale Fabbrizio Ruffo, schieratosi contro la proclamazione della Repubblica partenopea del 1799, dopo l'accurato restauro, sponsorizzato dal Lions Club di Gravina, Distretto 108 AB, torna al suo posto, rinnovata nei suoi colori, nelle sue forme.

Torna dov'era, per difendere l'autenticità storica. Torna per riscrivere la storia di Gravina, oltre quella passata, già scritta e ripresa da Giuseppe Massari nel suo opuscolo intitolato: Il San Michele della "Porta". 1799 – 2020, che ha visto, contestualmente al restauro, la luce grazie al mecenatismo dei Lions. Torna nella sua antica dimora, così come era sto previsto nel contratto di restauro tra la committenza e le restauratrici: "Il Lions Club Gravina-Distretto 108 si è fatto promotore per far restaurare la scultura e riposizionarla nella allocazione originaria".
E' finita l'attesa. L'edicola non sarà più vuota. San Michele torna a casa, tra le sue antiche mura, dopo il necessario, prezioso, paziente e lungo lavoro di restauro, durato quattro mesi abbondanti, durante il quale sono state effettuate ed eseguite tutte le fasi di pulitura, nonché di conservazione, attraverso l'uso di sostanze antitarlo e protettive.

Torna in un ambiente messo a nuovo. Sia nelle strutture murarie, che attraverso un nuovo impianto, posizionato all'interno, a luci led non invasive e nella struttura portante della porta di apertura e chiusura della piccola edicola. Appena dopo il restauro, la statua è stata ospitata presso la Pinacoteca della Fondazione Santomasi, per dare la possibilità ai gravinesi di poterla ammirare da vicino. Purtroppo, l'attuale emergenza sanitaria, che ha portato alla chiusura dell'Ente, ha anticipato i tempi di messa a dimora.

Grazie a tutti coloro che, gratuitamente, a vario titolo, hanno consentito il recupero del simulacro, ridotto in condizioni di degrado al massimo livello, tanto che, tra ieri ed oggi, l'icona è positivamente irriconoscibile, d'ora in poi, San Michele continuerà a dominare dall'alto della sua antica posizione. Per continuare a proteggere i gravinesi, soprattutto in questo periodo difficile di pandemia, e ad accogliere, si spera, i tanti ospiti, forestieri e turisti che sceglieranno di fare permanenza o sosta nella nostra città.

In questo periodo di ristrettezze esistenziali, in cui i rapporti sociali, umani e culturali si sono ridotti e si stanno riducendo all'essenziale; con le piazze non più frequentate ai ritmi dei tempi migliori e gli esercizi ed attività commerciali pressoché vuoti, il ritorno silenzioso, senza assembramenti, di San Michele al suo posto d'origine, nella sua antica residenza, possa essere di buon auspicio per un ritorno rapido alla normalità. Un faro di luce nelle tenebre dello smarrimento e della paura. Possa essere una presenza ancora più salutare e benefica. Misteriosa, miracolosa e protettrice, così come ha sempre fatto il Principe delle Milizie celesti, a favore della sua città e dei suoi figli.
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