classifica qualità della vita puglia
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Territorio

Qualità della vita, Gravina 43esima in Puglia

Stilata la classifica dei Comuni della Puglia dove si vive meglio

Le Città pugliesi dove si vive meglio. E' una classifica, riferita a 70 comuni, scaturita da un sondaggio promosso da Amazing Puglia. Purtroppo, dalla lettura dei dati, la nostra città risulta essere al 43° posto. Una ragione dovrebbe pur esserci, per giustificare una simile posizione. Il motivo lo si trova racchiuso nei criteri usati per premiare o non premiare una città, un paese. Fosse capoluogo, piccolo o grande centro di provincia.

Leggiamoli insieme i criteri e facciamocene una ragione. Per stilare la classifica 2020, gli organizzatori, hanno tenuto conto i seguenti indicatori: 1) Stabilità amministrativa; 2) vivacità culturale e imprenditoriale; 3) presenza di infrastrutture. 4) qualità della pubblica istruzione e presenza di corsi universitari; 5) aree verdi e piste ciclabili; 6) progetti presentati e/o finanziati; 7) sicurezza e ordine pubblico; 8) qualità dei trasporti pubblici; 9) attenzione verso i disabili; 10) servizi ai turisti; 11) qualità dell'offerta della ristorazione; 12) indici della raccolta differenziata; 13) possibilità di fare shopping; 14) cura e decoro dei centri storici.

Dopo l'analisi dei dati, da parte dei proponenti, consigli, proposte e suggerimenti non mancano Infatti, essi suggeriscono: "Per aprire la strada al cambiamento servono anche altri fattori non secondari: 1) una buona struttura dirigenziale, e dunque una macchina burocratica che non rallenti l'azione amministrativa; 2) una cittadinanza proattiva, che stimoli e solleciti l'azione dei sindaci, senza attendere che le cose si muovano sempre dall'alto. Su quest'ultimo punto è bene fare una ulteriore precisazione: in nessuna città esistono cittadinanze perfette, così come in tutti i comuni resteranno i fuorilegge, quelli che continueranno a gettare rifiuti ovunque, quelli che non rispetteranno le regole di una normale convivenza civile.

Ma l'esempio viene sempre da una minoranza: quando un 30% di persone decide che è giunta l'ora di cambiare, un altro 30% per cento di cittadini si accoderà. A questo punto il gioco è fatto, e le minoranze retrograde e maleducate si sentiranno messe nell'angolo, e si vergogneranno a ripetere certi comportamenti. È come nelle famiglie: l'esempio del genitore molto spesso è l'unica cosa che conta per educare al meglio i figli".
  • Giuseppe Massari
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