scuola a distanza
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Scuola e Università

Insegnare al tempo del Coronavirus

Le scuole sperimentano la didattica a distanza

L'emergenza sanitaria sta cambiando radicalmente i ritmi degli italiani, con uno stop forzato di gran parte delle attività quotidiane. Anche la scuola quindi è in vacanza seguendo il diktat #restateacasa? La risposa è no, anzi è il momento per insegnanti, dirigenti e educatrici di sperimentare forme alternative di insegnamento.

Il compito degli insegnanti non si ferma con la chiusura dei plessi scolastici e non è un "arrivederci a data da destinarsi". Proseguire il programma ministeriale è un imperativo morale.

Le scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private, si stanno così cimentando in forme di insegnamento mai sperimentate prima d'ora grazie alla tecnologia, così temuta ma così essenziale in un momento d'isolamento forzato. Mantenere i contatti con il mondo, con la quotidianità, gli affetti e le amicizie fa sentire meno soli, più uniti che mai perché accomunati da uno stesso destino e sempre più connessi.
Anche a Gravina gli esempi sono tantissimi, ogni scuola sta applicando la didattica a distanza con risultati molto spesso inaspettati e soddisfacenti. Abbiamo raccolto alcune interessanti testimonianze.

La Fabbrica del Suono offre lezioni di musica, composizione e strumento, e danza via Skype ai suoi oltre 100 iscritti: il maestro invia l'esercizio da svolgere e l'allievo rimanda un video di risposta.

Poi c'è Marina, una docente di scuola primaria in trasferta, con pochi anni di insegnamento alle spalle ma con una maggiore responsabilità nella gestione della didattica a distanza poiché, da quest'anno, riveste il ruolo di "animatrice digitale" presso il suo istituto. La prima cosa che ha fatto è stata quella di ascoltare, capire le varie esigenze (dei colleghi e dei genitori) e cercare, tra le varie piattaforme, risorse e strumenti che il web mette a disposizione, quelle più semplici da utilizzare. Per cui, a seguito di una riunione di team, ha pensato di utilizzare la bacheca del registro elettronico, visibile alle famiglie, su cui annotare le attività svolte su semplici piattaforme dedicate alla didattica a distanza (Weschool, Padlet, Edmodo) e assegnare eventuali compiti.

Le difficoltà riscontrate sono tante: alcune famiglie non hanno computer, tablet e nemmeno una connessione; molti docenti, disorientati, non accettano l'idea di entrare in una dimensione scolastica digitale, virtuale, ancora poco conosciuta. "Ritengo che questa emergenza" racconta Marina "ha creato da un lato enormi problemi, dal punto di vista didattico, e dall'altro ci sta dando una grande occasione per mettere in pratica quello che fino ad ora abbiamo appreso (solo a livello teorico) nei corsi di formazione a cui abbiamo preso parte".

Nell'"Istituto Comprensivo Santomasi Scacchi" la dirigente è al lavoro anche di sabato e plaude il grande impegno dei genitori e soprattutto dei docenti che comunicano grazie al registro elettronico, un ottimo strumento che garantisce riservatezza e protezione dei dati. I problemi sono soprattutto legati al gap digitale di chi o non ha accesso ai servizi digitali o soffre di pregiudizi sul mondo virtuale. "La tecnologia va utilizzata nel modo giusto e in questo momento è utilissima" sottolinea la dirigente De Leo "anche se il contatto fisico è un'altra cosa". Stefania Paternoster, una delle insegnanti di scuola media, auspica una collaborazione maggiore dei genitori in questa situazione per ottimizzare il più possibile il nuovo lavoro ma la preoccupazione di continuità permane soprattutto per gli alunni svantaggiati.

Nella scuola dell'infanzia paritaria "Girotondo", le insegnanti stanno realizzando audio e video per garantire ai bambini lo svolgimento di tutte le attività previste nel calendario settimanale, compresi i laboratori. Tutto viene svolto tramite WhatsApp. I bambini, con l'aiuto delle mamme, ogni giorno realizzano i disegni e partecipano alle attività. Al mattino aspettano la preghiera che dà inizio alla giornata e poi sul gruppo si lavora e ci si confronta per tutto il giorno. Molti condividono anche le attività che svolgono a casa con i genitori, come fare un dolce o piantare i semi di limone.

Tanti i laboratori in programma: giochi linguistici, logico-matematici, ascolto di storie, giochi da tavolo, lingua inglese, canti e musica, disegni. Al nido invece i laboratori sono: gioco euristico, lettura, ascolto musicale, creatività e manipolazione. E con la Festa del Papà alle porte, ecco postato nel gruppo un bel regalo da costruire a casa con amore insieme alla mamma!

E poi ci sono gli alunni come Giuseppe e Alessia di 16 e 12 anni con un'agenda ricca di appuntamenti a casa: la mattina faccende domestiche, a mezzogiorno danza e chitarra, pomeriggio compiti e poi dolci home made, scarabeo o monopoli con papà.

Per non perdere il ritmo mentale e l'allenamento, per ingannare il tempo e non impazzire di noia tra le 4 mura domestiche, meglio quindi mantenere il contatto con la realtà e la quotidianità. Oltre ai divertenti flash mob dal balcone e ai significativi striscioni per andare avanti con coraggio, c'è anche tempo per imparare, c'è tempo e voglia di arte e cultura. Fortunatamente!
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