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Politica

Deposito nucleare, delibera del consiglio trasmessa in ritardo alla Regione

Aspra polemica per la vicenda

E' polemica per la trasmissione alla Regione Puglia, da parte del Comune, del documento approvato dal consiglio comunale nel quale l'assise si era espressa all'unanimità contro l'eventualità di collocare sul territorio di Gravina il deposito unico nazionale di scorie radioattive. Ad intervenire nel dibattito sono stati gli attivisti del Movimento Cinque Stelle che hanno espresso il proprio dissenso nei confronti dell'operato dell'amministrazione comunale.

Di seguito pubblichiamo integralmente il comunicato stampa:

"La portavoce M5S in Consiglio comunale, Rosa Cataldi, e gli attivisti di "Gravina in MoVimento" prendono le distanze, ancora una volta, dalla gestione approssimativa ed imbarazzante dell'amministrazione Valente anche in merito alla mancata trasmissione alla Regione Puglia del documento, approvato all'unanimità in Consiglio comunale agli inizi dello scorso febbraio, che riportava le ragioni tecniche e scientifiche secondo cui il nostro territorio non può essere considerato idoneo ad ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi.

"All'indomani della pubblicazione della CNAPI – dichiarano gli esponenti del Movimento Cinque Stelle di Gravina - è partita la "crociata" propagandistica del nostro sindaco che prometteva , attraverso i social e comunicati stampa, massimo impegno da parte sua per opporsi alla ipotetica individuazione del nostro territorio come sito idoneo ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Ricordiamo bene – dicono gli attivisti di Gravina in Movimento – le dirette fb del primo cittadino durante le quali forniva aggiornamenti sulle più disparate "cabine di regia" con tutti gli altri sndaci del territorio murgiano, allo scopo di "unire le forze", "fare squadra", creare una rete solida e capace di "battere i pugni" sul tavolo della Sogin per dire no al deposito nella nostra terra, per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli.
L'opinione pubblica – continua il Movimento Cinque Stelle - già spaventata dall'emergenza sanitaria che stiamo vivendo da oltre un anno, si è ritrovata a dover assistere al circo mediatico, messo in piedi dal sindaco, per scongiurare lo spauracchio del deposito delle scorie nucleari a due passi da casa nostra.

Giorni e giorni di propaganda e fumo negli occhi nei confronti dei suoi "cari concittadini" da parte di un sindaco che non è stato neanche capace di accertarsi, in prima persona, che gli uffici competenti a farlo, trasmettessero alla Regione Puglia il documento, deliberato all'unanimità dall'Assise comunale, contenente le prime osservazioni tecnico-scientifiche a supporto delle ragioni del no al deposito a Gravina.
Come accade da otto anni, siamo già certi che il nostro sindaco si smarcherà da ogni responsabilità facendo ricadere la colpa di questa clamorosa omissione su qualche dirigente e/o dipendente comunale, esponendoli alla gogna mediatica piuttosto che fare un "mea culpa" e chiedere scusa alla città che rappresenta, ahinoi ,in modo pessimo.

Alla luce di tutto ciò – si chiedono gli esponenti del Movimento Cinque Stelle di Gravina – in che modo possiamo ancora sperare che questa amministrazione possa essere in grado di portare all'attenzione della Sogin motivazioni fondate per evitare che il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi venga situato a Gravina?".



Stando alle ultime notizie, dopo la levata di scudi il documento è stato trasmesso solo ieri sera.

Il 27 aprile, intanto, è previsto un incontro del comitato di consultazione popolare con l'assessore regionale all'ambiente Maraschio. Sul tema, dunque, l'attenzione è tornata elevatissima.
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