cammino via Appia
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Territorio

A piedi lungo la Via Appia da Roma a Brindisi

Tappa a Gravina il 16 ottobre prossimo

Il 26 settembre scorso, Giulio Ielardi, fotografo e giornalista romano di Trastevere, come ama definirsi, autore di una trentina di volumi su parchi, natura, cultura, turismo, nonché di mostre divulgative, ha intrapreso la sua avventura, facendosi un regalo, come lo stesso escursionista asserisce, percorrendo a piedi, per un mese, da Roma a Brindisi la Via Appia. Un viaggio d'altri tempi. Un sogno. Un viaggio lungo 630 chilometri seguirò il tracciato individuato e descritto da Paolo Rumiz e Riccardo Carnovalini (Appia, 2016, Feltrinelli). 630 chilometri, 29 tappe, uno zaino da 50+10 litri, un paio di scarpe da trekking urbano.

Lungo il percorso sono previste tappe di sosta. Una di queste riguarderà la nostra città. Secondo il calendario predisposto, il nostro "eroe" sarà a Gravina nel pomeriggio del prossimo 16 ottobre, provenendo da Masseria Tripputi. Ripartirà il giorno dopo per raggiungere località Maccaronaro, su quelle che sono le direttrici 21 e 22 dell'intero tragitto storico. Obiettivi e finalità dell'impresa? Certamente diversi da quelli di Rumiz. Ce li racconta e ce li descrive lo stesso Ielardi. "Per conoscere un po' meglio questo Paese unico, il mio. Per fare un ritratto al Sud, di cui anche io sono un po' figlio. Per condividere con parole e fotografie questo viaggio e portare con me, seppure idealmente, il maggior numero di persone che un cammino così lungo, invece, non lo faranno mai. Oppure chissà".

Il bisogno di partire, di evadere, di conoscere, coniugando tempo, spazio e storia sono, certamente alla base di questa avventura fatta, costruita su immagini, per cogliere l'oggettività dei luoghi nel corso delle loro trasformazioni abusive, distorte, insane e distruttive, ad opera di un uomo non sempre prodigo e rispettoso della storia. Infatti, Ielardi è convinto che: "il tracciato straordinario e per molti versi unico dell'Appia attende da troppo tempo di essere riscoperto, conosciuto, amato. Il mio viaggio a piedi, e con la macchina fotografica al collo, sarà alla scoperta soprattutto di un dialogo che va avanti ininterrotto da più di duemila anni: quello tra la strada e il territorio attraversato. L'Appia come Grande Transetto del Mezzogiorno d'Italia".

Non a caso, molti storici e studiosi di fama internazionale, come il professore Alastair Small, cittadino onorario della nostra città, si dibattono ancora sulla veridicità del tracciato autentico, originale, per essere certi e non lasciare dubbi, come quelli che si sono insinuati, ogni qualvolta il dibattito è stato aperto, da parte di chi non aveva titolo per vantare una territorialità di appartenenza e lo ha millantato lo stesso.

Per concludere e volendo acquisire nuovi elementi su questo viaggio speciale ed interessante, anche per il nostro territorio, soprattutto alla luce di quello che potrebbe scaturire, riaffidiamo le parole al viaggiatore fotografo, il quale ci dice che tutto scaturirà dai suoi scatti, dai suoi racconti quotidiani, in una specie di diario di bordo o di viaggio, che dirsi voglia, raccontando sui social e trasmettendo foto, sensazioni, impressioni ed emozioni. Tutto il corredo fotografico raccolto diventerà, con ogni probabilità, un volume con la sintesi del viaggio, contenenti i materiali più significativi tra quelli prodotti e informazioni utili a ripercorrere l'intero cammino. Non vengono escluse altre azioni promozionali quali incontri, dibattiti, contatti con le rispettive pubbliche amministrazioni locali.
  • Giuseppe Massari
  • Via Appia
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