San Luigi Gonzaga e il legame storico con Gravina
San Luigi Gonzaga e il legame storico con Gravina
Passeggiando con la storia

San Luigi Gonzaga e il legame storico con Gravina

Passeggiando con la storia, rubrica a cura di Giuseppe Massari

Nel calendario liturgico del mese di giugno, la Chiesa Cattolica, alla data del 21 giugno scorso ha festeggiato la memoria di San Luigi Gonzaga, nato a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova da una nobile famiglia. Questa festività non poteva non riportarci alla memoria lo stretto legame e rapporto che unisce questo santo della Compagnia di Gesù, i Gesuiti, Benedetto XIII e la nostra città. Il 31 dicembre 1726, Luigi, fu portato agli onori degli altari proprio dal nostro Papa della famiglia Orsini. Fu poi lo stesso Pontefice che il 1729 lo elesse celeste Patrono di tutta la gioventù cristiana.

Ancora più intimo è il legame quando, da notizie storiche attinte dall'Archivio Capitolare di Benevento, si apprende che, lo stesso papa, in occasione della sua prima visita, da Pontefice, a Benevento, città di cui era stato Pastore, prima di ascendere al Soglio Pontificio, donò alla Chiesa di Gravina i paramenti sacri utilizzati per la Canonizzazione di San Luigi Gonzaga e altri Santi.

Alle pagine 190 - 193 "dell'Inventario di suppellettile sacra donata alla Santità di nostro Sig.re Benedetto P.P. XIII, e da esso donata ad altre chiese, e parte ritenuta per uso proprio Dalli 29 maggio 1724 (giorno della sua elezione alla cattedra Petrina), a tutt'oggi", così vennero descritti: "Una cappella intera dello stesso fondo di lama d'argento con nobile ricamo d'oro, consistente in due piviali, 1 pianeta, 3 dalmatiche, 1 funicella, 3 stole, 3 manipoli, borsa, velo da calice, un gremiale, un velo da spalle, un covertoro di paramenti, una covertina lunga per lo legio, una veste da faldistorio, 2 cuscini, un paio di scarpe, un paio di sandali, due quanti tessuti con seta, et oro. In oltre una dalmatica, et una funicella di cremisino bianco con passamano e merletti d'oro costa 2300 ducati".

Sulla provenienza, sulla fattura dell'intero parato, purtroppo, non ci sono notizie certe. Le fonti sono discordanti e le notizie oscillano tra un dono fatto al Pontefice dai Gonzaga e un'altra fonte, non accreditata e non credibile, che vuole la manifattura di origine napoletana. Quello che è certo è che questi sontuosi paramenti furono segnalati, per la prima volta a carico del patrimonio della Cattedrale gravinese, dal segretario di Mons. Camillo Olivieri, Vescovo della città, nella Relazione ad Sacra Limina del 1746, Parati nobili della felice memoria di Benedetto XIII. " La chiesa Cattedrale di Gravina è provvista a sufficienza e riccamente di sacra suppellettile, accresciuta dal medesimo vescovo e da papa Benedetto XII, col dono di paramenti sacri per le messe e delle vesti preziosissime, ci cui nessuno potrà ammirare di più ricche… in nessuna altra chiesa di questo Regno. Si aggiungono un bellissimo faldistorio (sedia a braccioli) con pomi d'argento di eccellente arte, un bastone vescovile d'argento e altre vesti vescovili di minore valore che l'eminentissimo Spinelli, arcivescovo napoletano, erede fiduciario del cardinale Finy, fece dono a questa chiesa". (Archivio Diocesano di Gravina, Fondo Vescovile, Relationes ad Limina, II W 3 Relazioni. Relazione di Mons. Camillo Oliveri del 5/11/ 1746).

Questi preziosi gioielli d'arte barocca sono stati, nel corso dei secoli, più volte sottoposti a restauro. Il primo avvenne, tra il 1840 e il 1842, presso il laboratorio di Donna Maria Luigia Guarracino di Napoli. Un secondo restauro conservativo, ma molto superficiale, fu eseguito, tra il 1975 e il 1980, dalle suore domenicane del Monastero di Santa Maria, quello che fu fondato dalla mamma del Pontefice, Suor Maria Battista dello Spirito Santo, al secolo Giovanna Frangipane della Tolfa. L'ultimo, più consistente, fu ad opera delle suore dell'Abbazia di Santa Maria di Rosano a Pontassieve, in provincia di Firenze. Tornata a Gravina, l'intera Cappella Papale fu esposta, per un breve periodo, in bacheche di vetro infrangibile, presso il neonato Museo Diocesano d'Arte Sacra di Gravina, allocato nei locali dell'ez Seminario Vescovile, in piazza Benedetto XIII. Nel frattempo e inspiegabilmente, la struttura, da oltre un decennio ha chiuso i battenti e il parato, tranne alcuni pezzi, attualmente esposti e visibili nella sagrestia della nostra Basilica Cattedrale, è conservato negli armadi o nei tiretti del sontuoso Bancone della stessa sagrestia.

(Le foto allegate sono state tratte dal sito web Beni Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana).
8 fotoSan Luigi Gonzaga e il legame storico con Gravina
Copertura per faldistorioCopriamboneDalmaticaMitra ed infulePianetaPivialemoScarpeStola e manipolo
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