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Zes della cultura, il modello lucano presentato da De Ruggeri all’assessora regionale Miglietta

Il consigliere delegato Lovero: Gravina hub di un nuovo umanesimo industriale

La Cultura non si consuma, si produce.
La candidatura di Gravina in Puglia a Capitale Italiana della Cultura 2028 non è stata solo un traguardo ambizioso, ma l'occasione per ridisegnare il futuro economico e sociale del nostro territorio. Un futuro che passa inevitabilmente dal "richiamare" a casa le nostre migliori energie: l'obiettivo non è solo arginare la fuga dei cervelli, ma invertire la rotta, creando una vera e propria terra di opportunità che sappia attrarre i nostri giovani creativi, farli tornare e motivarli a restare.

Per fare questo, tuttavia, serve un cambio di paradigma radicale: c'è il bisogno assoluto di pianificare il domani attraverso una visione organica e di lungo periodo, smettendo di rincorrere speculazioni puntuali ed estemporanee che frammentano il territorio senza generare reale valore.

La cultura non può essere ridotta a semplice intrattenimento o spettacolo: la cultura è energia pensante. Una vera "città culturale" non si limita a consumare cultura, ma la produce, la scambia e la diffonde.

Su questi presupposti, insieme a Raffaello De Ruggeri, il consigliere delegato Ignazio Lovero ha incontrato l'Assessora alla Cultura della Regione Puglia, Silvia Miglietta.

L'obiettivo è far nascere l'idea di estendere in Puglia un modello industriale già vincente: quello della "ZES della Cultura". Questo modello, che in Lucania ha trovato ispirazione nello straordinario progetto della Fabbrica-Giardino di La Martella a Matera – già approvato dalla Struttura di missione ZES come opera di pubblica utilità e urgenza –, è perfettamente replicabile, seguendo la visione olivettiana che coniuga bellezza architettonica, benessere dei lavoratori e sviluppo. Proprio con l'assessora Miglietta e con la Regione Puglia si sta pensando alla valorizzazione delle terre d'Apulia, un obiettivo tutt'altro che difficile se si considera la moltitudine evocativa del territorio murgiano.

Ma cosa significa concretamente?

"Significa creare nuovi insediamenti produttivi – dichiara Lovero - spazi dedicati a imprese manifatturiere culturali, enogastronomiche, creative e del Made in Italy, capaci di offrire ai giovani professionisti un ecosistema fertile in cui realizzare le proprie idee senza dover abbandonare la propria terra. Significa avere una Regione "Impresa": un'istituzione pubblica che si trasforma da semplice "erogatrice di sussidi" a vero e proprio "ente investitore" e garante di una pianificazione strategica. Da questo stimolante confronto è emersa una certezza: nel Mezzogiorno il tempo non è una variabile indifferente, ma il fattore strategico per sostituire la logica dell'emergenza con quella dello sviluppo, così da generare "buona" occupazione e restituire un futuro e una terra di elezione alle nuove generazioni".

E a Gravina in Puglia?
​"La nostra città – spiega Lovero - ha l'energia, la visione e la responsabilità politica per diventare il nuovo hub di questo umanesimo industriale. Come terra di opportunità. Come Capitale della Cultura di Puglia".
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