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La città

Pista ciclabile “fake”, la denuncia di Maria Conca:

Ridipinta tra l'indignazione generale, mentre le fermate dei bus restano senza pensiline

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa della consigliera comunale Maria Conca

Un intervento privo di logica, slegato dai reali bisogni della città e vissuto dalla comunità come una vera e propria beffa. Non usa giri di parole la Consigliera Comunale Maria Conca, che ha depositato un'interrogazione urgente a risposta scritta per fare immediata luce sui lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale e di ridipintura della pista ciclabile lungo l'asse viario Circumvallazione Teresa Orsini - Corso Giuseppe Di Vittorio.

Quella che i cittadini hanno ormai ribattezzato la "Pista Ciclabile Fake" torna a far discutere. Un'opera da tempo al centro di accese contestazioni da parte di residenti e commercianti, giudicata non solo inutile perché inutilizzata e non fruibile, ma soprattutto pericolosa per la sicurezza stradale, l'incolumità di pedoni e ciclisti e la fluidità del traffico urbano.
«La cittadinanza assiste attonita all'impiego di risorse pubbliche per ridisegnare un'opera fallimentare — dichiara Maria Conca — avvertendo una totale assenza di comunicazione. Ci troviamo davanti a un'Amministrazione e a un Assessorato alla Mobilità che appaiono assenti e distratti rispetto alle reali priorità del nostro territorio, a partire dal dissesto profondo del manto stradale che richiederebbe ben altra attenzione».


Un frammento isolato e senza una logica
La Consigliera Conca punta il dito contro la totale mancanza di pianificazione logistica e strategica del percorso ciclabile, descrivendolo come un'infrastruttura completamente isolata: «Non è inserita in una rete interconnessa o in un piano integrato. Ad oggi risulta incomprensibile la sua utilità: non si capisce cosa colleghi, dove inizi e dove conduca. È un mero frammento di segnaletica orizzontale privo di sbocchi sensati».


Il paradosso dei trasporti: fondi per la vernice, ma zero servizi per i viaggiatori
Nel testo dell'interrogazione viene sollevato un paradosso giudicato inaccettabile: mentre si spendono fondi comunali per rinfrescare un tracciato deserto, i punti nevralgici del trasporto extraurbano vengono lasciati nel degrado. È il caso delle fermate delle autolinee a lunga percorrenza (come MarinoBus e Flixbus) in corso Di Vittorio, snodo cruciale per studenti, lavoratori e turisti.

Le fermate non risultano minimamente segnalate, né sono dotate di pensiline o sedute, costringendo quotidianamente i passeggeri a sostare alle intemperie o sotto il sole cocente in condizioni di assoluto disagio e insicurezza.


La richiesta di trasparenza e le scuse alla città
Per la Consigliera Maria Conca, la vera mobilità sostenibile è un valore che va promosso attraverso i piani strategici preposti, come il Piano Urbano del Traffico e il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), e non con interventi estemporanei che ottengono solo l'effetto di allontanare i cittadini dalle buone pratiche ecologiche.

«L'Amministrazione e l'Assessore alla Mobilità dovrebbero porgere formali scuse alla città per questo intervento inaudito», incalza l'esponente d'opposizione.
Con l'interrogazione indirizzata al Sindaco, agli Assessori competenti e ai Dirigenti tecnici, Maria Conca esige ora risposte scritte chiare e dettagliate: i gravinesi hanno il diritto di sapere quanto sia costato questo intervento di ridipintura, quali siano le perizie sulla sicurezza e quale sia la reale visione strategica — se mai ne esiste una — dietro questo provvedimento.
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