
La città
Pista ciclabile “fake”, la denuncia di Maria Conca:
Ridipinta tra l'indignazione generale, mentre le fermate dei bus restano senza pensiline
Gravina - domenica 12 luglio 2026
Comunicato Stampa
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa della consigliera comunale Maria Conca
Un intervento privo di logica, slegato dai reali bisogni della città e vissuto dalla comunità come una vera e propria beffa. Non usa giri di parole la Consigliera Comunale Maria Conca, che ha depositato un'interrogazione urgente a risposta scritta per fare immediata luce sui lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale e di ridipintura della pista ciclabile lungo l'asse viario Circumvallazione Teresa Orsini - Corso Giuseppe Di Vittorio.
Quella che i cittadini hanno ormai ribattezzato la "Pista Ciclabile Fake" torna a far discutere. Un'opera da tempo al centro di accese contestazioni da parte di residenti e commercianti, giudicata non solo inutile perché inutilizzata e non fruibile, ma soprattutto pericolosa per la sicurezza stradale, l'incolumità di pedoni e ciclisti e la fluidità del traffico urbano.
«La cittadinanza assiste attonita all'impiego di risorse pubbliche per ridisegnare un'opera fallimentare — dichiara Maria Conca — avvertendo una totale assenza di comunicazione. Ci troviamo davanti a un'Amministrazione e a un Assessorato alla Mobilità che appaiono assenti e distratti rispetto alle reali priorità del nostro territorio, a partire dal dissesto profondo del manto stradale che richiederebbe ben altra attenzione».
Un frammento isolato e senza una logica
La Consigliera Conca punta il dito contro la totale mancanza di pianificazione logistica e strategica del percorso ciclabile, descrivendolo come un'infrastruttura completamente isolata: «Non è inserita in una rete interconnessa o in un piano integrato. Ad oggi risulta incomprensibile la sua utilità: non si capisce cosa colleghi, dove inizi e dove conduca. È un mero frammento di segnaletica orizzontale privo di sbocchi sensati».
Il paradosso dei trasporti: fondi per la vernice, ma zero servizi per i viaggiatori
Nel testo dell'interrogazione viene sollevato un paradosso giudicato inaccettabile: mentre si spendono fondi comunali per rinfrescare un tracciato deserto, i punti nevralgici del trasporto extraurbano vengono lasciati nel degrado. È il caso delle fermate delle autolinee a lunga percorrenza (come MarinoBus e Flixbus) in corso Di Vittorio, snodo cruciale per studenti, lavoratori e turisti.
Le fermate non risultano minimamente segnalate, né sono dotate di pensiline o sedute, costringendo quotidianamente i passeggeri a sostare alle intemperie o sotto il sole cocente in condizioni di assoluto disagio e insicurezza.
La richiesta di trasparenza e le scuse alla città
Per la Consigliera Maria Conca, la vera mobilità sostenibile è un valore che va promosso attraverso i piani strategici preposti, come il Piano Urbano del Traffico e il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), e non con interventi estemporanei che ottengono solo l'effetto di allontanare i cittadini dalle buone pratiche ecologiche.
«L'Amministrazione e l'Assessore alla Mobilità dovrebbero porgere formali scuse alla città per questo intervento inaudito», incalza l'esponente d'opposizione.
Con l'interrogazione indirizzata al Sindaco, agli Assessori competenti e ai Dirigenti tecnici, Maria Conca esige ora risposte scritte chiare e dettagliate: i gravinesi hanno il diritto di sapere quanto sia costato questo intervento di ridipintura, quali siano le perizie sulla sicurezza e quale sia la reale visione strategica — se mai ne esiste una — dietro questo provvedimento.
Un intervento privo di logica, slegato dai reali bisogni della città e vissuto dalla comunità come una vera e propria beffa. Non usa giri di parole la Consigliera Comunale Maria Conca, che ha depositato un'interrogazione urgente a risposta scritta per fare immediata luce sui lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale e di ridipintura della pista ciclabile lungo l'asse viario Circumvallazione Teresa Orsini - Corso Giuseppe Di Vittorio.
Quella che i cittadini hanno ormai ribattezzato la "Pista Ciclabile Fake" torna a far discutere. Un'opera da tempo al centro di accese contestazioni da parte di residenti e commercianti, giudicata non solo inutile perché inutilizzata e non fruibile, ma soprattutto pericolosa per la sicurezza stradale, l'incolumità di pedoni e ciclisti e la fluidità del traffico urbano.
«La cittadinanza assiste attonita all'impiego di risorse pubbliche per ridisegnare un'opera fallimentare — dichiara Maria Conca — avvertendo una totale assenza di comunicazione. Ci troviamo davanti a un'Amministrazione e a un Assessorato alla Mobilità che appaiono assenti e distratti rispetto alle reali priorità del nostro territorio, a partire dal dissesto profondo del manto stradale che richiederebbe ben altra attenzione».
Un frammento isolato e senza una logica
La Consigliera Conca punta il dito contro la totale mancanza di pianificazione logistica e strategica del percorso ciclabile, descrivendolo come un'infrastruttura completamente isolata: «Non è inserita in una rete interconnessa o in un piano integrato. Ad oggi risulta incomprensibile la sua utilità: non si capisce cosa colleghi, dove inizi e dove conduca. È un mero frammento di segnaletica orizzontale privo di sbocchi sensati».
Il paradosso dei trasporti: fondi per la vernice, ma zero servizi per i viaggiatori
Nel testo dell'interrogazione viene sollevato un paradosso giudicato inaccettabile: mentre si spendono fondi comunali per rinfrescare un tracciato deserto, i punti nevralgici del trasporto extraurbano vengono lasciati nel degrado. È il caso delle fermate delle autolinee a lunga percorrenza (come MarinoBus e Flixbus) in corso Di Vittorio, snodo cruciale per studenti, lavoratori e turisti.
Le fermate non risultano minimamente segnalate, né sono dotate di pensiline o sedute, costringendo quotidianamente i passeggeri a sostare alle intemperie o sotto il sole cocente in condizioni di assoluto disagio e insicurezza.
La richiesta di trasparenza e le scuse alla città
Per la Consigliera Maria Conca, la vera mobilità sostenibile è un valore che va promosso attraverso i piani strategici preposti, come il Piano Urbano del Traffico e il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), e non con interventi estemporanei che ottengono solo l'effetto di allontanare i cittadini dalle buone pratiche ecologiche.
«L'Amministrazione e l'Assessore alla Mobilità dovrebbero porgere formali scuse alla città per questo intervento inaudito», incalza l'esponente d'opposizione.
Con l'interrogazione indirizzata al Sindaco, agli Assessori competenti e ai Dirigenti tecnici, Maria Conca esige ora risposte scritte chiare e dettagliate: i gravinesi hanno il diritto di sapere quanto sia costato questo intervento di ridipintura, quali siano le perizie sulla sicurezza e quale sia la reale visione strategica — se mai ne esiste una — dietro questo provvedimento.
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