Laura Marchetti
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Territorio

Laura Marchetti tra gli antifascisti

Nominata componente del Coordinamento antifascista regionale

Un osservatorio regionale sui neofascismi.

Il presidente Emiliano, dando seguito al protocollo approvato dalla Giunta regionale con il coordinamento regionale antifascista ha nominato i componenti del coordinamento regionale. Tra i nomi figura quello della professoressa gravinese Laura Marchetti accanto a nomi del calibro di Luciano Canfora.
Gli altri componenti sono Maria Rosaria Manieri, Anna Grazia Maraschio, Roberto Savino, Pasquale Martino, Stefania Verna, Maria Teresa Santacroce, Tommaso Bruno, Ferdinando Pappalardo, Antonia Morga, Davide Giove, Teodora Sisto, Vittorio Ventura, Davide Lavermicocca, Francesco Pagliarulo.

I componenti dell'Osservatorio sono nominati con decreto del Presidente della Regione fra personalità dell'associazionismo, della cultura e della società civile di comprovate convinzioni antifasciste, durano in carica cinque anni, eleggono al loro interno un coordinatore e svolgono il loro incarico a titolo gratuito.
Compito del coordinamento sarà quello di monitorare episodi o iniziative che rivelino ispirazione e caratteri fascisti, razzisti, xenofobi, fornendone adeguata documentazione all'Osservatorio regionale sui neofascismi, che provvederà, con cadenza annuale, a renderne conto in un rapporto cui andrà assicurata la massima pubblicità.
L'Osservatorio regionale sui neofascismi avrà cura di sollecitare le istituzioni locali – Comuni, Province, Città Metropolitana – a prestare la dovuta attenzione ai fenomeni fascisti e razzisti che dovessero verificarsi nei rispettivi territori, e a predisporre adeguate misure per prevenire e contrastare la diffusione di tali fenomeni, anche attraverso l'adozione di regolamenti che riguardino l'utilizzazione di spazi pubblici.

Nei casi di procedimenti penali intentati in Puglia a carico di quanti incorressero nei reati di apologia di fascismo, di istigazione all'odio razziale, di incitamento alla violenza e alla discriminazione per motivi di razza, di religione, di genere, di orientamento sessuale, nonché per ogni atto riconducibile alla ideologia fascista, la Regione valuterà la sussistenza dei presupposti perché possa costituirsi parte civile, a fronte di segnalazioni provenienti dall'Osservatorio, dal Coordinamento antifascista, da altre associazioni, da Comuni e Province, dai singoli cittadini.

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