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Gravina dice "no" all'autonomia regionale della scuola

Decisione del Consiglio comunale. Il Pd esprime soddisfazione per questa scelta

Il Partito Democratico plaude alla decisione del consiglio comunale di approvare la proposta presentata in un primo momento dagli esponenti dei Dem in aula, ma poi fatta propria dall'intero consiglio, circa il diniego all'accettazione della richiesta di autonomia regionale della scuola pubblica, lanciata da alcune regioni del Nord.

In una nota il segretario cittadino del Pd, Nico Angelastro, esprime la sua soddisfazione per l'approvazione della mozione che manifesta tutta la preoccupazione dei membri del consiglio comunale verso un provvedimento che, se approvato, creerà ulteriore discriminazione tra le regioni del Sud e quelle del Nord. "Con l'aggravante di un diritto allo studio differenziato - sottolinea Angelastro-, legato alle risorse dei territori, non equilibrato che amplierebbe il divario tra le regioni", mettendo in difficoltà anche i lavoratori della scuola e venendo meno ai principi espressi dalla costituzione italiana e alla funzione di coesione nazionale che la scuola svolge.

Tant'è che "la scuola pubblica italiana come delineata dai Padri costituenti è nazionale e ha contribuito in modo sostanziale alla realizzazione dell'unità culturale del Paese" -si legge nella mozione, che poi prosegue nell'identificazione dei valore della scuola pubblica unica per tutte le regioni d'Italia. Infatti "l'autonomia regionale differenziata avrebbe effetti devastanti sull'identità nazionale e sull'unitarietà del sistema di istruzione che ha costituito fino a oggi il collante culturale dell'Italia".

Un testo che- dice il consigliere Mimmo Cardascia- "abbiamo condiviso con le organizzazioni sindacali".

Una mozione che, con l'aggiunta di alcune modifiche chieste dall'opposizione (che in un primo momento aveva domandato il rinvio del punto, per approfondimenti dovuti a sopraggiunte evoluzioni nelle scelte del governo, anche perché la mozione risaliva al 14 febbraio scorso), è stata licenziata dal consiglio comunale all'unanimità dei presenti, con 21 voti favorevoli.

Il documento invita il Sindaco e due rappresentati del consiglio comunale, scelti tra maggioranza e opposizione, a farsi portavoce presso il Parlamento ed il Governo della contrarietà del comune di Gravina verso il provvedimento, dando mandato ai rappresentanti del Comune di Gravina di promuovere un dibattito su scala nazionale.

"Una mozione che ha avuto un consenso trasversale tra maggioranza ed opposizione e che – auspica Angelastro- potrebbe diventare un modello replicabile in tutti i consigli comunali".
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