
Turismo
Gravina città del turismo, ma è tutto chiuso
L’allarme è del consigliere Ezio Meliddo.
Gravina - mercoledì 13 maggio 2026
10.00
Gravina città chiusa. Facciamo tanto marketing territoriale, ma poi chi viene a Gravina ha ben poco da visitare poiché molti dei siti principali sono chiusi. A denunciare questa situazione e chiamare in ballo l'assessore Schinco è il consigliere comunale Ezio Meliddo. Una situazione che stride con la capitale della cultura pugliese, titolo di cui Gravina si può pregiare.
E l'elenco dei luoghi che non sono fruibili per i visitatori è davvero lungo e prestigioso, dalla cattedrale rupestre di san Michele delle Grotte alle chiese rupestri della Madonna della Stella al museo Civico e agli ipogei di Santa Sofia. Senza dimenticare il rischio di trasferimento fuori città del patrimonio storico‑artistico della Chiesa di Santa Maria, dopo la soppressione della Comunità delle Suore Domenicane.
Alcuni dei pezzi pregiati della città che da anni ormai non sono più nella disponibilità dei visitatori. Anzi al danno la beffa: l'unico sito fruibile è quello privato: un paradosso inaccettabile a detta del consigliere comunale.
Non si tratta di un fatto casuale- sottolinea Meliddo a nome del movimento Officine Gravinesi a cui appartiene- ma del risultato di scelte, di omissioni, di mancate interlocuzioni.
Insomma, per Meliddo ci sono delle responsabilità politiche e ci sono azioni non più rinviabili, come la necessità di riallacciare i rapporti con il Capitolo Cattedrale: "non un tema secondario, ma un dovere istituzionale"- a detta dell'esponente delle Officine Gravinesi.
Una situazione a cui porre rimedio e con urgenza- è l'invito del consigliere Meliddo, a cui hanno voluto dare risposta sia l'assessore al turismo Marienza Schinco che il consigliere delegato alla cultura, Ignazio Lovero.
"Ammetto che ci sono disagi per i siti chiusi, ma la maggior parte di essi è di proprietà del capitolo cattedrale con il quale ci sono delle interlocuzioni in corso" - ha affermato l'assessore Schinco, che ha voluto evidenziare come l'amministrazione Lagreca abbia ereditato una situazione difficile. "Abbiamo cercato di mettere tutti i cocci a loro posto. Adesso siamo riusciti ad affidare finalmente l'infopoint che ci permetterà di avere delle interlocuzioni serie e partecipare a bandi".
Lovero, invece, ha parlato di Santa Maria degli Angeli, chiusa per lavori e dei siti di proprietà del capitolo cattedrale, in particolare San Michele delle Grotte e la Madonna della Stella dove – ha detto Lovero- siamo riusciti anche ad intercettare finanziamenti che però la chiesa non ha potuto sfruttare poiché ente privato.
Infine sulla situazione del Museo Civico: "E' giunto a conclusione un iter abbastanza complesso che doveva portare i reperti nella disponibilità del comune previo concessione. Adesso stiamo pensando come fare la riapertura, che sarà fatta attraverso una mostra temporanea: unica modalità con cui poter aprire adesso il museo.
Insomma, nella risposta dell'amministrazione si vuole dimostrare come non si stia con le mani in mano e che ci si sta adoperando per sbloccare la situazione.
La domanda però legittima è sempre la stessa: quando saranno nuovamente fruibili alcuni dei principali siti del patrimonio culturale della città?
E l'elenco dei luoghi che non sono fruibili per i visitatori è davvero lungo e prestigioso, dalla cattedrale rupestre di san Michele delle Grotte alle chiese rupestri della Madonna della Stella al museo Civico e agli ipogei di Santa Sofia. Senza dimenticare il rischio di trasferimento fuori città del patrimonio storico‑artistico della Chiesa di Santa Maria, dopo la soppressione della Comunità delle Suore Domenicane.
Alcuni dei pezzi pregiati della città che da anni ormai non sono più nella disponibilità dei visitatori. Anzi al danno la beffa: l'unico sito fruibile è quello privato: un paradosso inaccettabile a detta del consigliere comunale.
Non si tratta di un fatto casuale- sottolinea Meliddo a nome del movimento Officine Gravinesi a cui appartiene- ma del risultato di scelte, di omissioni, di mancate interlocuzioni.
Insomma, per Meliddo ci sono delle responsabilità politiche e ci sono azioni non più rinviabili, come la necessità di riallacciare i rapporti con il Capitolo Cattedrale: "non un tema secondario, ma un dovere istituzionale"- a detta dell'esponente delle Officine Gravinesi.
Una situazione a cui porre rimedio e con urgenza- è l'invito del consigliere Meliddo, a cui hanno voluto dare risposta sia l'assessore al turismo Marienza Schinco che il consigliere delegato alla cultura, Ignazio Lovero.
"Ammetto che ci sono disagi per i siti chiusi, ma la maggior parte di essi è di proprietà del capitolo cattedrale con il quale ci sono delle interlocuzioni in corso" - ha affermato l'assessore Schinco, che ha voluto evidenziare come l'amministrazione Lagreca abbia ereditato una situazione difficile. "Abbiamo cercato di mettere tutti i cocci a loro posto. Adesso siamo riusciti ad affidare finalmente l'infopoint che ci permetterà di avere delle interlocuzioni serie e partecipare a bandi".
Lovero, invece, ha parlato di Santa Maria degli Angeli, chiusa per lavori e dei siti di proprietà del capitolo cattedrale, in particolare San Michele delle Grotte e la Madonna della Stella dove – ha detto Lovero- siamo riusciti anche ad intercettare finanziamenti che però la chiesa non ha potuto sfruttare poiché ente privato.
Infine sulla situazione del Museo Civico: "E' giunto a conclusione un iter abbastanza complesso che doveva portare i reperti nella disponibilità del comune previo concessione. Adesso stiamo pensando come fare la riapertura, che sarà fatta attraverso una mostra temporanea: unica modalità con cui poter aprire adesso il museo.
Insomma, nella risposta dell'amministrazione si vuole dimostrare come non si stia con le mani in mano e che ci si sta adoperando per sbloccare la situazione.
La domanda però legittima è sempre la stessa: quando saranno nuovamente fruibili alcuni dei principali siti del patrimonio culturale della città?
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