cisterna sotto piazza Notardomenico
cisterna sotto piazza Notardomenico
La città

Finanziato il recupero della cisterna di piazza Notar Domenico

Parisi ("Gravina sotterranea") ne spiega l'importanza

Ottime notizie sul fronte riqualificazione. Per Gravina un finanziamento pubblico di poco più di 177mila euro, ottenuti nell'ambito della misura "Progetto di rete: Terra di Bari Guest Card - Rete metropolitana degli attrattori culturali – Le vie dell'acqua e del sacro", destinatario nel complesso di 730mila euro, destinati a tre Comuni (insieme a Gravina in Puglia, anche Alberobello ed Acquaviva delle Fonti, quest'ultimo in qualità di capofila).

È stato approvato dall'amministrazione comunale, nella mattinata del 26 febbraio, lo studio di fattibilità tecnica ed economica relativo al progetto "Le Vie dell'Acqua e del Sacro" per la valorizzazione dei sotterranei di Piazza Notar Domenico dove sono ubicati decine di granai ipogei, anche detti foggiane, e una delle due cisterne di acqua pubbliche della città. L'intervento, che dovrà concretizzarsi nei prossimi mesi, rientra nel più ampio piano di rigenerazione urbana dell'asse monumentale e prevede la piena fruibilità, da parte del pubblico, di un pezzo di storia locale che pochissimi ricordano o conoscono: "Una nuova chiave di volta", il commento entusiasta del primo cittadino Alesio Valente, "per restituire uno spazio ricco di suggestioni alla conoscenza di concittadini e visitatori che avranno la possibilità di scoprire un luogo unico, ricco di significato che ci ricongiunge con il nostro passato".

Gravinalife ha rivolto alcune domande ad Alessandro Parisi, membro e ricercatore dell'associazione "Gravina Sotterranea", nonché ingegnere per l'ambiente e il territorio che studia e lavora nell'ambito della geologia applicata e dell'idrogeologia.

Che valore e caratteristiche ha la cisterna, e da chi è stata scoperta?
La cisterna di Piazza Notar Domenico, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi della nostra città sotterranea, è ubicata al di sotto del monumento delle "Quattro Fontane". Fu scavata nella calcarenite di Gravina, volgarmente nota come tufo, ed è stata per secoli il recapito finale delle acque sorgive incanalate attraverso l'acquedotto di Pozzo Pateo, costruito alla fine del '700, a cui si aggiunsero le acque sorgive di un secondo acquedotto costruito agli inizi dell'800 denominato "La Signora", la cui sorgente è situata alle pendici del Casino dei Meninni. Con l'arrivo dell'acqua dell'Acquedotto Pugliese, l'impianto idraulico ipogeo di Gravina fu abbandonato e lentamente dimenticato.
Negli ultimi decenni, l'Associazione Gravina Sotterranea ha riscoperto sia una parte dei tracciati di questi acquedotti, sia le due cisterne che hanno garantito l'approvvigionamento idrico con acque sorgive agli abitanti della città. In particolare, la cisterna "delle Quattro Fontane" è stata scoperta da Michele Parisi, speleologo e presidente dell'Associazione Gravina Sotterranea, in data 8 marzo 2010.

Che beneficio darà alla comunità?
La città di Gravina in Puglia rappresenta una delle realtà sotterranee più suggestive del panorama nazionale. Di fatto, da sempre lo sviluppo dell'intera città è legato al suo sottosuolo, la cui tenera roccia affiorante è stata saggiamente modellata dando vita ad innumerevoli tipologie di cavità antropiche come grotte, chiese rupestri, ossari, cantine, acquedotti, foggiane e cisterne.
Recuperare un luogo sotterraneo così suggestivo, una delle più affascinanti scoperte dell'Associazione Gravina Sotterranea da quando fu fondata nel lontano 2006, è sicuramente un passo importante per tutta la nostra comunità, in quanto avvalora ancor più luoghi dimenticati per decenni e che la passione e la tenacia di tutti coloro che hanno creduto nella nostra realtà associativa ha saputo riportare alla luce. Il recupero delle foggiane e della cisterna di Piazza Notar Domenico, se accompagnato ad una corretta fruizione del sito, darà sicuramente un beneficio a tutta la comunità gravinese che negli ultimi anni ha sempre più creduto nel potenziale turistico della nostra città e che, nella speranza che questi giorni difficili possano finire al più presto, spero possa apprezzare con i propri occhi uno dei tesori più suggestivi del nostro territorio.
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