Ecomafia divella
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Ecomafia, la Murgia non è un’isola felice

Nel convegno di “Obiettivo giovani” la denuncia dei crimini ambientali

Un territorio violentato dall'incuria e da interessi criminali, in una Regione che ha il ben poco invidiabile terzo posto a livello nazionale per reati ambientali.

E' questo il triste quadro della Murgia che emerge dal convegno sui reati ambientali organizzato presso la sala convegni della Banca Popolare di Puglia e Basilicata dall'associazione "Obiettivo giovani". Un tema di particolare gravità e attualità che pure vede assenti illustri invitati del parterre, come il Presidente della Provincia Francesco Schittulli e alcune realtà interessate come Legambiente.

Dopo i saluti del vicepresidente della banca, Giovanni Colangelo, e del sindaco, Alesio Valente, tocca al consigliere regionale Giacinto Fiore fare alcuni rilievi critici sulla politica della Regione: "Facciamo leggi e stanziamo 500 mila euro per la tutela ambientale quando poi si dà un parere positivo definitivo per la discarica di Grottelline, un sito di aspetto naturalistico e storico. Ci si dimentica di alcune aree per mantenere impegni elettorali con grandi imprese. Pale eoliche e fotovoltaico hanno deturpato il territorio".

Dettagliata e poco confortante la relazione del comandante della Polizia municipale, Amedeo Visci, in merito alla situazione locale sul fronte dei reati ambientali: "L'abusivismo edilizio è in diminuzione, mentre aumentano gli incendi dolosi e l'abbattimento di alberi, una delle cause del dissesto idrogeologico. Numerose le discariche abusive di materiale pericoloso come l'amianto, in zona cimitero e nelle campagne: in fatto di inquinamento non siamo un'isola felice". Il dirigente ricorda anche la grave vicenda di "Murgia avvelenata", l'inchiesta che nel 2003 portò alla scoperta di una discarica di rifiuti industriali altamente tossici tra Altamura e Gravina. Un processo, quello alla Tersan, la ditta sul banco degli imputati, che con tutta probabilità rischia di finire in prescrizione.

Particolarmente sentito l'intervento dell'assessore all'ambiente Christian Divella: "Ho trovato una città sporca – dichiara il giovane esponente di giunta – soprattutto nelle periferie, dove l'abbandono selvaggio dei rifiuti è diffuso. Finora abbiamo raccolto dieci tonnellate, e a breve avremo una soluzione definitiva al problema dello smaltimento e alla bonifica della pineta comunale, presto restituita alla città". Divella ringrazia i giovani organizzatori ed è proprio a nome delle nuove generazioni che rivolge un appello: "Abbiamo il dovere di essere ottimisti. La sensibilizzazione su questi temi inizia nelle scuole". Non manca un cenno alla connessione, sempre discussa, tra inquinamento e diffusione delle patologie tumorali: "Avvieremo una consulta con l'ordine dei medici per monitorare la situazione".

Di profilo più generale il taglio dell'intervento conclusivo del criminologo Giuseppe Galante: "La sicurezza non è solo urbana e sanitaria, ma anche ambientale. Purtroppo la percezione della pericolosità dei reati ambientali è bassa, ma più la vittima è generica e più il reato è pericoloso. Il rispetto dell'ambiente è un fatto culturale, che richiede una vigilanza partecipata e una responsabilità collettiva contro dei crimini che hanno sempre un movente economico".

Tra gli interventi finali del pubblico, particolarmente polemico quello di Sergio Casareale, attivo nelle segnalazioni contro l'abusivismo: "Quale esempio di legalità - dichiara l'avvocato - può dare la classe dirigente, se mancano i controlli sugli abusi? Le ordinanze di demolizione vengono messe nei cassetti". Particolarmente allarmante la denuncia di Casareale in merito all'inquinamento di contrada Cozzarolo, una zona di pascolo che sarebbe interessata dallo sversamento di rifiuti tossici. Accuse a cui ha risposto l'ex comandante della Polizia municipale, Giuseppe Donatiello, che ha smentito le affermazione dell'avvocato. Un botta e risposta che probabilmente non metterà fine alle polemiche.
17 fotoConvegno ecomafia
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