Persone con disabilità
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Disabili gravissimi pugliesi: da 6 mesi in attesa dell'assegno di cura

Il Comitato 16 Novembre Onlus: "non resteremo fermi a permettere che si faccia scempio delle nostre famiglie"

Sono oltre sei mesi che i malati gravissimi pugliesi attendono ancora l'erogazione dell'assegno di cura, una misura di sostegno al reddito per chi vive in condizione di gravissima disabilità e non autosufficienza, la cui gestione è nelle mani della Regione Puglia. A denunciarlo è il Comitato 16 Novembre Onlus. "Le famiglie sono composte da gente per bene, esasperata dalle malattie di cui si fa carico, da questa mancanza di attenzione alle gravissime problematiche da cui è afflitta, ed ha diritto ad essere soddisfatta in tempi ragionevoli ed umanamente accettabili".

Il Comitato, scavando nel passato e ricostruendo i fatti, ricorda che dal 2 settembre al 2 ottobre, poi prorogato al 6 ottobre 2017, si poteva presentare domanda per accedere alla misura di sostegno sociale. "Facciamo notare il fatto che la Regione Puglia ha procrastinato a settembre l'apertura del bando in quanto aveva dichiarato che il sistema operativo telematico non sarebbe stato in grado di avere il bando pronto per Luglio 2017. Ci attendevamo, dunque, un bando fatto con tutti i criteri" e invece, per il Comitato: "La Regione ha partorito un bando che ci ha visti in disaccordo sin dal primo momento", oltre al fatto che l'utenza ha avuto molta difficoltà anche nella compilazione del bando e che comunque sta sostenendo gli stessi costi che sosteneva prima e senza alcuna certezza di poter rientrare fra i 3000 fortunati che riceveranno, non si sa quando, l'assegno di cura.

"Dobbiamo, tuttavia, rilevare - proseguono - che quella promessa perfezione del bando non c'è mai stata tant'è che a ciascuna Asl pugliese è stato demandato il compito di accertare, prima di procedere alla valutazione sanitaria con UVM, la presenza dei requisiti fondamentali ovvero la residenza in Puglia al 1 gennaio 2017 e l'indennità di accompagnamento. Si precisa che le stesse Asl, non avendo le competenze per l'accertamento dell'indennità di accompagnamento, hanno chiesto all'Inps la verifica di tale requisito, in quanto Ente preposto al rilascio di tale certificazione. E intanto il tempo passa e le famiglie si arrangiano come "peggio" possono, per fornire assistenza ai propri congiunti affetti da gravissima disabilità".

A tre mesi dalla chiusura del bando, la Regione Puglia sta assegnando a ciascuna domanda un punteggio sulla base dei requisiti di ogni singolo richiedente e, con grande stupore, c'è chi pur riversando in condizioni peggiori, si ritrova un punteggio decisamente inferiore rispetto ad altri con un punteggio maggiore. Una incongruenza a dir poco paradossale.
"Il bando - spiegano - prevede l'assegnazione di 10 punti al gravissimo che non lavora. Ora, ponendo il massimo rispetto ai disabili gravissimi che riescono a lavorare ma, considerando che l'Inps fissa a 65 anni l'età pensionabile, non è stato un gravissimo un errore assegnare 10 punti in più alla persona ultrasessantacinquenne che, ovviamente, non è più in età lavorativa?". Per tali ragioni, il Comitato 16 novembre ha segnalato immediatamente l'errore al Presidente della Regione Puglia e all'avvocatura della Regione, per porvi rimedio in modo tale da evitare eventuali ricorsi. Grazie al Comitato, giustizia è stata fatta per quanti erano esclusi e con quei 10 punti in più, hanno beneficiato di un loro diritto, occupando le prime posizioni nella classifica provvisoria.

"Altro errore evidente - sottolineano dal Comitato - consiste nel fatto che si è sempre parlato della redazione della graduatoria in base all'ISR. Per ciò che concerne, invece, l'attribuzione del relativo punteggio per reddito, non si è tenuto conto dell'ISR ma dell'ISEE, assegnando un punteggio minore di quello dovuto e previsto dal bando. Anche qui siamo dovuti intervenire chiedendo di correggerlo e facendo sì che molti utenti avessero un punteggio maggiore rispetto a quello già assegnato.
Ma magari stesse filando tutto liscio. La gente si sta ricollegando al portale, apre la propria domanda e scopre variazioni fatte che non stanno nè in cielo nè in terra. Il punteggio serve come criterio di priorità perchè il disabile gravissimo sia esaminato, per la sua patologia o stato altamente invalidante, da una UVM ma, due le cose, o la Regione Puglia procede a fare UVM per tutti, a prescindere dal punteggio, oppure si configura una gravissima disparità di trattamento".

Il bando prevede testualmente "l'accesso prioritario a persone gravemente non autosufficienti che vivono in contesti familiari più fragili in quanto esposti al degrado sociale e a maggior fragilità economica" per cui risulta doveroso che la valutazione avvenga presso la sede di UVM. "Ma verrano fatte più o meno 9000, o giù di lì, UVM? E quanto tempo l'utenza deve attendere affinchè possa finalmente accedere al sostegno sociale? No, ci comunicano, e mai, badate bene, ufficialmente, ma sempre ufficiosamente: Non verranno fatte le UVM a tutti i 9000 richiedenti ma solo a quelli che possono essere soddisfatti con gli importi disponibili. E allora, il criterio di giustizia ed equità, il soddisfacimento della richiesta del richiedente in oggettiva ed uguale condizione di gravissima non autosufficienza, quell'accesso prioritario di cui sopra, previsto espressamente dal bando, come verrà accertato senza UVM? D'altro canto, predisporre UVM per un numero così elevato di persone, comporterebbe, inevitabilmente, l'allungamento dei tempi in maniera esponenziale".

Chi ha un punteggio basso, dunque, non sarà sottoposto ad UVM e, fra questi, moltissimi che, per sopravvivere, dipendono da macchinari. "Il Welfare cosa risponderà a queste persone che si ritrovano oggi con un punteggio di 35, 45, 55 punti, pur essendo collegati a macchinari salvavita h24? Che sono guarite?
Abbiamo posto questa domanda al Presidente Emiliano ma, al momento, nessuna risposta, nè a questo, nè ad altri quesiti per noi fondamentali.- e concludono - In ogni caso non resteremo fermi a permettere che si faccia scempio delle nostre famiglie, negandoci quell'assistenza che ci necessita".
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