milano dakar- francesco Langiulli
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Mondo Giovane

Diario di un viaggio, da Milano a Dakar in moto

Avventura in solitaria per il gravinese Francesco Langiulli

Diario di un viaggio avventuroso compiuto da Francesco Langiulli motoviaggiatore, fedelissimo alla sua moto Fazer 800 da 125.000km con cui ha girato l'Europa e con cui, per la prima volta, ha messo le gomme su terra africana.

Un viaggio che Langiulli ha potuto organizzare dopo 2 anni di chiusura dei porti del Marocco e dei confini con la Mauritania, con la riapertura delle frontiere alle persone e ai mezzi a motore, avvenuta lo scorso 21 aprile. Un'avventura iniziata a Milano, con prima tappa al porto di Genova, dove si è imbarcato per Tangeri. Cinquantadue ore di navigazione per approdare in terra d'Africa e da lì proseguire in solitaria per una lunga traversata di 3700 km che dal Marocco, passando per West Sahara e Mauritania lo hanno portato a raggiungere il Senegal.

"Non voglio prendere una moto nuova per questo viaggio- si è detto Francesco alla partenza- voglio sistemare la mia e prepararla per questa avventura attraverso il più grande deserto del mondo: il Sahara". Infatti- continua il centauro gravinese- "nonostante la prevalenza di strada asfaltata ho deciso di montare dei pneumatici semitassellati in quanto, oltre alla presenza di sabbia in Mauritania, mi attenderanno circa 80 km di sterrato per raggiungere la dogana di Diama che divide la Mauritania dal Senegal. Ho scelto quest'ultima in quanto meno corrotta della dogana di Rosso, che pare sia una delle peggiori nel nord Africa.
Le tappe che avevo prestabilito non ho potuto alla fine rispettarle in quanto il traghetto ha portato diverse ore di ritardo, così la mia prima tappa è stata Casablanca invece che Marrakech, di conseguenza tutte le altre soste le ho spostate in base alla mia percorrenza giornaliera. L'esperienza di guidare in questo nuovo continente è eccitante, sia per paesaggi completamente nuovi, che danno il loro meglio dopo aver superato Marrakech, sia per una realtà sbattuta in faccia che è quella della semplicità e a volte anche povertà man mano che si scende verso sud".

Un viaggio pieno di insidie e pericoli per il motociclista gravinese che racconta come le maggiori preoccupazioni per una avventura del genere sono state legate ad una serie di criticità. Come ad esempio la possibilità di trovare da mangiare, visto che è capitato in pieno Ramadan e, quindi, con tutte le attività chiuse ha dovuto contare solo sui suoi alimenti. Altra nota dolente il rifornimento di benzina. "Nel west Sahara e in Mauritania soprattutto le gas station sono intervallate di circa 250-300km, e specialmente in Mauritania diversi distributori non hanno benzina, per questa ragione ho portato con me 2 taniche da 5 litri che ho riempito in Marocco, dove la benzina costa attualmente 1,40€/litro" - racconta Francesco, che a questi problemi aggiunge anche quello del superamento della burocrazia delle dogane. "Passare i confini di stato in Africa non è come in Europa. Si perde molto tempo per uscire da un paese e per entrare nel successivo. Oltre al tempo bisogna essere scaltri a non farsi fregare, i poliziotti e i doganieri chiedono somme di denaro per entrare e mai sapremo effettivamente quali sono realmente dovuti e quali no".

Langiulli poi si rivolge ai viaggiatori per un consiglio sui cambi di moneta in quella locale: "Non partite con la convinzione di trovare bancomat dietro ogni angolo. Usciti dal Marocco vi è il nulla assoluto, i pochi paesini sono distanti centinaia di chilometri, bisogna avere parecchio contante sia per la benzina, sia per i visti e le assicurazioni. Sì per ogni stato bisogna sottoscrivere l'assicurazione (carta verde) di quella nazione".

Tutte indicazioni affinché il viaggio proceda senza intoppi, nella speranza che il mezzo meccanico non subisca danni e necessiti di riparazioni, o che si rimanga senza benzina. "In alcuni luoghi si è assolutamente isolati e se mai fosse successo un guasto avrei atteso anche ore il passaggio di qualcuno disposto ad aiutarmi" -dice Langiulli, che aggiunge: "nessun posto è stato particolarmente pericoloso, la paura è nella nostra testa perché visitiamo un paese diverso, molto diverso. Ma alla fine non c'è nulla da temere, si è solo un po' osservati perché per loro sarete la novità e il Fazer, per quanto non sia una Ducati luccicante, non passava inosservato".

Insomma non una esperienza da poco, che Langiulli ha completato in sette giorni, dilungandosi per altri due nella visita alla città di Dakar prima della ripartenza per Milano. "Come primo viaggio in Africa lo consiglio a tutti quelli che amano i luoghi desertici, non potete sbagliarvi, è un viaggio che rimane nel cuore e per sempre ricorderete i sorrisi dei bambini che vi fermeranno lungo la strada"- conclude Francesco, soddisfatto per la sua "piccola impresa".
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