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Palazzo di città

Centro servizi, la verità di Valente

Il sindaco risponde al consigliere Conca e ricostruisce la vicenda giudiziaria

"Come al solito, da quando la politica è tutta e solo un affare di "mi piace" sotto un post, si perdono di vista la concretezza, gli atti e in qualche caso anche la realtà, come purtroppo spesso accade al consigliere regionale Conca, che pure questa volta non ha fatto eccezione alla regola".

Il passare del tempo non ha smussato la rabbia del primo cittadino Alesio Valente a proposito delle ultime dichiarazioni del consigliere regionale Mario Conca sullo stato di abbandono e di degrado del Centro servizi in zona artigianale.

Valente rispondendo a quella che definisce una "sbandata mediatica" del consigliere pentastellato, ricostruisce la vicenda.

Una questione ereditata dall'amministrazione Vendola, salita agli onori della cronaca anche giudiziaria, con l'aministrazione Divella, e addolcita dal primo governo Valente.

L?approvazione del centro servizi, infatti, risale al 2001 quando nelle intenzioni del governo cittadino c'era la volontà di realizzare un grande immobile dove allocare gli uffici comunali destinati alle attività produttive per facilitare il rapporto tra il Comune e le imprese della zona Pip oltre a destinare una zona alle attività private. L'intenzione era quell di creare una sorta di polo direzionale.

Nel 2005 l'amministrazione Vendola approvò l'avvio dei lavori e nel 2008 furono firmate le convenzioni tra il Comune e la società che ha realizzato la struttura attraverso procedura di project financing.

"Nel 2010 – ricorda Valente - ebbero a registrarsi le prime infiltrazioni di acque meteoriche, prontamente contestate come quelle relative al cedimento della pavimentazione del piazzale condominiale, dai danni ai muri, alla risalita di umidità dal sottosuolo. Tutte queste situazioni, che sono guarda caso quelle denunciate da Conca, non solo erano ben note, ma lo erano già da prima del 2012, al punto da costituire oggetto di formale contestazione da parte dell'amministrazione in carica nel 2011 e da indurre il commissario prefettizio che le succedette a muoversi anche per via giudiziaria per ottenere, a spese della società, l'eliminazione dei vizi riscontrati".

Un contenzioso che ancora oggi è argomento di attualità in via Vittorio Veneto dove lo stesso sindaco sottolinea "la necessità di tutelare fino in fondo l'interesse pubblico".
"Se da un lato è chiaro il bisogno di interventi strutturali di sistemazione, dall'altro v'è l'impossibilità di procedere in tal senso senza alterare lo stato dei luoghi, che finirebbe con l'incidere negativamente sulla causa pendente rendendo impossibile accertare la situazione reale e le correlate responsabilità. Coscienti della necessità di trovare risposte senza pregiudicare l'esito del contenzioso, nel Marzo 2017, insieme ai privati proprietari di immobili nell'area del Centro Servizi, abbiamo promosso un ricorso per accertamento tecnico preventivo. In sostanza – continua il primo cittadino - abbiamo chiesto al Tribunale di verificare la situazione tramite una consulenza tecnica, in maniera tale da cristallizzarla e consentire l'esecuzione di interventi strutturali, senza pregiudicare l'esito della causa".

Una procedura ancora in corso e che non appena sarà stata definita "potremo finalmente guardare oltre e risolvere anche quelle che nelle facili polemiche via social vengono etichettate come carenze legate alla mancanza di manutenzione ordinaria".

Per Valente l'umidità che sale dal sottosuolo, gli intonaci lesionati, le infiltrazioni di acqua piovana, la pavimentazione dissestata ed i lampioni non funzionati non sono responsabilità del Comune: fanno parte di quelle opere condominiali, o di interesse condominiale, per le quali sono state promosse le azioni giudiziarie che di fatto hanno bloccato la volontà di intervenire con opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.

"Insomma, comprendo i disagi, ma di fronte ai tanti gravi problemi che affliggono il Centro Servizi compromettendone la funzionalità e gli scopi per i quali a suo tempo sono stati investiti più di 2 milioni di euro di fondi europei, oltre alla quota di spettanza comunale, credo che abbiamo un solo dovere: tutelare gli interessi della collettività. Fino in fondo, senza sconti per nessuno".
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