Leo Vicino
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Politica

Accoglienza immigrati, Vicino a testa bassa contro il sindaco

"Spreco di denaro pubblico e contentino ad un consigliere comunale".

E' una dura nota quella diffusa da Leo Vicino, rappresentante del centro destra gravinese, contro quello che viene definito come "il peggior sindaco della storia di questa Città".

Al centro dell'attacco la questione accoglienza immigrati. Con delibera datata 15 luglio, infatti, la giunta "ha approvato il cofinanziamento per la partecipazione ad un bando nazionale per ospitare ed assistere i figli minori degli immigranti che si definiscono profughi ma di cui non si hanno generalità". In pratica l'amministrazione, come si legge nella delibera, "intende sottoporre all'attenzione degli Enti del Terzo Settore la possibilità di presentare progettualità finalizzata all'accoglienza, nella rete del Sistema di Protezione ed Accoglienza Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.), di minori stranieri non accompagnati, assicurando sin d'ora la condivisione delle idee progettuali per l'accoglienza ad ospitare fino a n. 12 minori, nonché assicurando una quota di compartecipazione pari al 20% della spesa globale". La stessa delibera documenta che "sul territorio di Gravina in P. sono operanti, quali gestori di comunità educative per minori, unicamente la coop. soc. "Il Sipario" sita in di Gravina in P, con sede legale in cda. Grottamarallo c.s. e la coop. soc. "Eos" di Gravina in P. con sede legale in via Pisa, 35".

Di qui la protesta di Vicino. Nel documento diffuso agli organi di stampa, l'ex consigliere comunale sostiene che "dalla lettura della Delibera, emerge evidente che siamo in presenza di un atto che i più maliziosi potrebbero leggere come il contentino dato al solito soggetto, incompatibile come Consigliere Comunale nonché come componente della commissione servizi sociali che già nel recente passato, dopo aver sottoscritto e successivamente ritirato la mozione di sfiducia al Sindaco, fu beneficiato da atti amministrativi già all'attenzione degli organi competenti. Oggi, come allora, quegli atti evidenziano il solito spreco di denaro pubblico".

"A scanso di equivoci -continua la nota- precisiamo che non si fanno discriminazioni nei confronti dei migranti, ma saremmo più sereni se lo stesso trattamento fosse riservato anche ai minori gravinesi che vivono in famiglie purtroppo messe alle strette da questa lunghissima crisi economica che non sembra terminare. Infatti, se un cittadino gravinese in difficoltà andasse oggi presso gli Uffici dei Servizi Sociali si sentirebbe dire che non ci sono soldi e che il comune non è in grado di aiutare tutti coloro che ne fanno richiesta. Dunque per il cittadino gravinese non ci sono soldi, mentre per gli immigrati si trovano risorse".

Ancora. "A fare la differenza forse sono le motivazioni, mentre il cittadino vota ogni 5 anni, qualcun'altro è chiamato a votare periodicamente in Consiglio Comunale oppure è chiamato ad assentarsi o ad astenersi strategicamente e comunque poco propenso a sfiduciare il Sindaco, e per queste ragioni meritevole di maggiore attenzione".

In chiusura, la provocazione. "Il sindaco revochi la delibera e devolva la propria indennità e quella della sua giunta in favore delle organizzazioni che stanno gestendo questa emergenza umanitaria, destinando i soldi delle casse comunali ai bisognosi gravinesi".
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