vito centonze fantafest
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Un gravinese vince il FantaFest di Lecce 2026

Vito Centonze premiato per il racconto “Repliche”

Il FantaFest di Lecce parla gravinese grazie a Vito Centonze. Infatti a conquistare il primo premio nella sezione corti narrativi è stato l'ingegnere elettronico gravinese che lavora in ambito aerospaziale, con il "vizio" della scrittura, premiato per il racconto "Repliche".

Il festival, che unisce fantascienza e ricerca scientifica con la partecipazione di un parterre accademico di grande livello, è diretto da Alessandro Stajano. La manifestazione è stata inaugurata dalla sindaca Adriana Poli Bortone ed è presieduta dal vicesindaco Roberto Anguilla. Madrina e presidente della giuria è stata Daniela Rambaldi, figlia di Carlo Rambaldi, il celebre creatore di effetti speciali vincitore di tre premi Oscar, uno dei quali per l'iconico film E.T.

A consegnare il riconoscimento nelle mani dell'autore è stato il professor Saverio Pascazio, fisico quantistico che nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi premi Nobel.

«La fantascienza è solo un inganno ruffiano che acchiappa il lettore, lo abbraccia col suo fascino, per poi schiaffeggiarlo con i sentimenti umani, con il nostro desiderio di sentirci amati e di amare», spiega Centonze raccontando la sua idea di narrativa fantastica.

Il racconto vincitore guarda a un futuro molto vicino: «la mia storia parla di terraformazione di Marte, ovvero del tentativo di riportare alla vita un pianeta che il destino, o Dio, ha voluto morto per sempre. Anche la persona amata dal protagonista ha subito il medesimo infausto destino. Lo scienziato, da una parte, è impegnato a riportare la vita sul pianeta rosso; dall'altra si ingegna per imbrogliare il destino e riportare in "vita" colei che era al centro del suo universo personale, l'unico che veramente conta».

Centonze non è nuovo alla narrativa. In passato ha pubblicato altri racconti, tra cui Il Bug, dedicato al rapporto tra l'uomo e l'intelligenza artificiale, e L'amore e la Pietra, ambientato nel Medioevo di Federico II nel maniero di Gravina, che parla di pace e ragione ispirandosi al "Figlio di Puglia".

E le novità non mancano. L'autore ha infatti rivelato di essere da poco sotto contratto con la ventennale casa editrice GelsoRosso di Bari per un nuovo romanzo che avrà tra i protagonisti anche la città di Gravina, con sullo sfondo vicende storiche legate alla politica internazionale e alla Guerra Fredda, poco conosciute dal grande pubblico. L'opera, che avrà come temi la pace, la memoria, l'amore per la propria terra e la povertà, dovrebbe essere pubblicata intorno alla fine di aprile.
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