cattedrale gravina
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Religioni

Settimana santa e Pasqua, celebrazioni religiose a porte chiuse

La diocesi si adegua alle disposizioni del governo e della Cei

Sarà una settimana santa con celebrazioni religiose al chiuso e senza i tradizionali riti delle processioni. La diocesi di Altamura Gravina e Acquaviva delle Fonti si adegua alle disposizioni del Governo, recepite della Cei (conferenza episcopale italiana), per il contenimento del contagio del Covid19. Le misure governative sono state prorogate al 13 aprile.

Rispetto alle settimane precedenti, per la settimana santa il Ministero dell'Interno ha concesso solo una deroga. Sia per le celebrazioni presiedute dal vescovo sia per le celebrazioni nelle parrocchie e nelle altre chiese, da svolgersi "tutte senza concorso di popolo", in tutto non si devono superare 10 persone fisicamente presenti in chiesa, muniti di autocertificazione e mantenendo sempre la debita distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Sono sospese tutte le espressioni della pietà popolare e le processioni (potranno essere "trasferite ad una data conveniente da definire").

Il vescovo Giovanni Ricchiuti ha diramato il calendario delle celebrazioni. Saranno trasmesse tutte sul sito diocesano www.diocesidialtamura.it .

Calendario delle celebrazioni presiedute dal Vescovo:
  • 5 aprile 2020, Domenica delle Palme e della Passione del Signore, ore 9.30: Commemorazione dell'ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa - Cattedrale di Altamura;
  • 9 aprile 2020, Giovedì Santo, ore 16.00: Santa Messa nella Cena del Signore - Chiesa "Santa Maria della salute" dell'Ospedale "F. Miulli" di Acquaviva delle Fonti;
  • 10 aprile 2020, Venerdì Santo, ore 16.00: Azione Liturgica della Passione del Signore - Concattedrale di Gravina;
  • 11 aprile 2020, Sabato Santo, ore 19.30: Veglia pasquale nella notte santa - Cattedrale di Altamura;
  • 12 aprile 2020, Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore, ore 9.30: Santa Messa del giorno - Concattedrale di Gravina.
Gli orari indicati non coincidono con quelli delle celebrazioni presiedute da Papa Francesco (il quale anche lui celebrerà a porte chiuse e con un limitatissimo numero di fedeli), per dare la possibilità ai fedeli della nostra diocesi che lo desiderano di seguire le celebrazioni pontificie in diretta televisiva.

Celebrazioni nelle parrocchie e nelle altre chiese. Nel decreto del vescovo si legge quanto segue:
sarebbe auspicabile, come segno di comunione ecclesiale diocesana, che nelle parrocchie e nelle altre chiese si celebrasse secondo gli stessi orari delle celebrazioni presiedute dal Vescovo; tuttavia, ciascun parroco valuti – per quanto è possibile – la fattibilità della proposta;
i fedeli siano avvisati, nelle modalità che ciascuno riterrà più opportune, soprattutto servendosi dei mezzi di comunicazione telematica, dell'ora d'inizio delle celebrazioni, in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni.
Nelle singole celebrazioni, il vescovo invita ad attenersi alle seguenti disposizioni:
  • Domenica delle Palme: nella celebrazione in Cattedrale, venga assunta la seconda forma prevista dal Messale Romano, con una processione all'interno della chiesa con ramo d'ulivo o di palma; nella celebrazione nelle altre chiese, invece, l'ingresso del Signore in Gerusalemme viene commemorato in forma semplice (terza forma del Messale Romano); non si distribuiscano a nessuno rami d'ulivo benedetti; l'atto di adorazione alla Croce mediante il bacio sia limitato al solo celebrante
  • Giovedì Santo: siano omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione; il Santissimo viene riposto nel Tabernacolo, senza predisporre l'altare della reposizione;
  • Venerdì Santo: si introduca nella Preghiera universale l'intenzione "Per i tribolati", che si allega alle presenti determinazioni; l'atto di adorazione alla Croce, mediante il bacio, sia limitato al solo celebrante;
  • Veglia pasquale: sia celebrata esclusivamente nelle chiese cattedrali e parrocchiali; per l'inizio della Veglia o lucernaio, si omette l'accensione del fuoco, si accende il cero e, omessa la processione, si esegue l'annunzio pasquale; per la Liturgia battesimale, soltanto si rinnovano le promesse battesimali.
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