barriere architettoniche in casa
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Territorio

Rimborsi barriere architettoniche, fondi fermi dal 2011

Mancano all’appello 200.000 euro. Ma qualcosa si muove

Che fine hanno fatto i rimborsi spettanti alle famiglie per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati?
Della vicenda si è recentemente occupata la sezione locale dell'Associazione Tutela dei Lavoratori e Pensionati con una nota sottoscritta da Donato Mastropietro e inviata al sindaco di Gravina oltre che all'assessore competente a all'ufficio di piano che gestisce i fondi del Piano sociale di zona.

Nella nota si denuncia "il forte, grave ed irresponsabile ritardo e la mancata informazione sui tempi che, si annunciano, purtroppo, ancora lunghi, per la erogazione dei rimborsi e delle spese sopportate dalle persone con disabilità, avendo eseguito i lavori (da diversi anni) per l'abbattimento delle barriere architettoniche considerando che le famiglie hanno dovuto indebitarsi per permettere e assicurare ai propri cari una vita migliore".
Una denuncia correlata dalla richiesta di un incontro urgente con tutte le istituzioni coinvolte nella vicenda a cui ha risposto l'assessore ai servizi sociali del comune di Gravina, Claudia Stimola.
L'assessore, interpellata dalla Redazione, ha spiegato i termini della vicenda dopo aver, a sua volta chiesto lumi all'Ufficio di Piano dove ha scoperto che i fondi destinati ai rimborsi per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono fermi al 2011.
"Secondo quanto riferito dal Piano sociale di Zona al 31 dicembre 2017 sono pervenute per il Comune di Gravina 58 richieste di rimborso per un totale di 317.000 euro. Di queste, sempre alla stessa data, sono state evase 20 richieste per un tortale di 114.000 euro".
In pratica mancano all'appello 203.000 euro per soddisfare le 38 richieste rimaste ad oggi senza risposte.

"Soldi che il Comune di Gravina materialmente non dispone poiché non è competente in materia " aggiunge l'assessore Stimola ricordando che i Comuni sono semplicemente il tramite tra cittadini e Regione Puglia, l'ente deputato all'erogazione dei contributi.
Tuttavia a inizio 2018, dopo sette ani di silenzio, la Regione Puglia ha chiesto a tutti gli uffici di piano regionale di inviare il fabbisogno economico per evadere le richieste di rimborso.
Richiesta che fa ben sperare nell'intenzione di stanziare altre risorse destinate alla famiglie che hanno già svolto i lavori per l'adeguamento di case e immobili.
"Al momento sappiamo solo che l'ufficio di piano di Altamura ha risposto all'Ente Regionale lo scorso 16 gennaio. Ora non resta che aspettare ulteriori comunicazioni dalla Regione Puglia".


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