progetto intercutura- Tiziana Ferrante
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Progetto Intercultura, Gravina c’è

Intervista alla studentessa gravinese Tiziana Ferrante in Germania con Intercultura

Pubblichiamo di seguito l'intervista alla studentessa Tiziana Ferrante, rientrata da pochi mesi dal suo anno scolastico in Germania


1. Come ti è venuta l'idea di partire?

Moin moin!
Mi chiamo Tiziana Ferrante, ho 18 anni e frequento il quinto anno del Liceo Linguistico "Tarantino" di Gravina. Lo scorso Agosto 2019 sono partita per la Germania per trascorrere il mio anno all'estero con Intercultura (Centro Locale di Irsina), grazie ad una borsa di studio. Ho deciso di "saltare fuori dall'acquario" per confrontarmi con una realtà molto diversa dalla mia. La mia esperienza con Intercultura è iniziata quando ne ho sentito parlare per la prima volta a scuola. Da quel momento, non mi sono più separata da questa associazione, infatti io e la mia famiglia abbiamo deciso di ospitare in casa nostra una ragazza dal Sud America e dopo l'esperienza di ospitalità ho deciso di mettermi in gioco e vivere la stessa esperienza da qualche parte nel mondo.

2. Cosa ti spaventava di più?

All'inizio non è stato facile prendere questa decisione, avrei dovuto lasciare la mia casa, i miei amici e la mia famiglia per ben 10 mesi. Ero terrorizzata dal fatto di restare da sola in un Paese che non conoscevo, di cui appena conoscevo la lingua, studiata a scuola, in casa con una famiglia che non era la mia. Poi però ho realizzato che si trattava di un'opportunità unica, che non mi sarebbe mai più capitata: vivere un anno scolastico all'estero a soli 16 anni. Perciò mi sono lasciata la paura alle spalle e ho preso la decisione più bella della mia vita: iscrivermi al programma.

3. Come ti sei sentita quando hai saputo di aver vinto?

Quando ho ricevuto l'e-mail che mi comunicava la vincita della Borsa di studio nel Paese da me scelto, non potevo crederci. Mi sembrava assurdo che fra tantissimi ragazzi in Italia che avevano partecipato al concorso, anche io rientrassi tra i vincitori, ed è stato in quel momento che ho realizzato che tutto stava accadendo per davvero.

4. Come descriveresti la tua esperienza in tre parole?

Se dovessi descrivere la mia esperienza in 3 parole direi: VITA, CASA e SCAMBIO. "Vita" per due motivi: sia perché in Germania è iniziata una nuova vita per me in una nuova scuola, con nuovi amici e famiglia, sia perché tutto ciò che ho imparato lo porterò per sempre dentro di me.
"Casa" perché sin dal primo giorno, nonostante i miei timori, mi sono sentita accolta nella mia nuova casa, si è creato un legame molto forte con i miei genitori e sorelle ospitanti, tant'è che li considero davvero la mia seconda famiglia.
"Scambio" perché non esiste un momento che io ricordi in cui non ci sia stato uno scambio: di cultura, cibo, musica, abitudini, affetto.

5. Cosa hai scoperto dell'Italia stando in Germania?

Soprattutto ho notato come noi Italiani molto spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a vivere in un Paese così ricco e che tutto il mondo ci invidia per l'arte, la gastronomia, la cultura, la storia. Ci concentriamo solo sugli aspetti negativi della politica e dell'economia, senza sapere che siamo un esempio per molti vicini. E anche se sembra scontato, sono convinta che ci siano moltissimi italiani, soprattutto giovani, che non hanno ancora trovato il modo di comprendere la bellezza del nostro Paese.

6. Che cosa ti ha insegnato questo paese? E cosa ti sei portata a casa del suo popolo, della scuola e della comunità che ti ha ospitato?

Questo Paese mi ha insegnato che tutti siamo importanti in un gruppo e che non bisogna sottovalutare nessuno. Chiunque è in grado di insegnarci qualcosa.
Un altro grande insegnamento che porterò per sempre con me è l'amore per il pianeta che ci ospita, per la natura e per tutti gli esseri viventi. E credo che in questo il popolo tedesco possa essere di esempio per molti.
Quello che sicuramente è cambiato in me è il modo di pensare, che dopo l'esperienza, sento sia frutto della mia opinione e non dell'influenza degli altri.

7. Cosa vorresti dire ai ragazzi che sono indecisi se iscriversi o meno ad un programma con Intercultura?

A tutti i ragazzi direi: se avete la possibilità di farlo, uscite dal vostro acquario e tuffatevi nell'oceano. Uscite dal vostro mondo ed esplorate ciò che è al di fuori di esso. Se avete paura di sentirvi soli, sappiate che non lo siete.
Una delle motivazioni per le quali ho scelto proprio Intercultura è che non lascia mai soli i suoi ragazzi, sia prima dell'esperienza attraverso campi di formazione pre-partenza, sia durante l'esperienza con il supporto costante a ragazzi e famiglie, ma anche dopo aiutandoli nel riambientamento al rientro. Tutto questo è possibile grazie ai tantissimi volontari presenti in tutta Italia e nel mondo.
Esplorare nuove culture non può avere effetti negativi sulla vostra persona, al contrario, non può far altro che migliorarvi anche attraverso le difficoltà, magari conoscendo aspetti di voi stessi che non sapevate di avere. Insomma ragazzi, aprite il vostro mondo al mondo iscrivendovi entro il 10 Novembre sul sito www.intercultura.it. E per restare sempre aggiornati seguite le pagine Instagram e Facebook di Intercultura Irsina. In bocca al lupo a tutti!
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