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Procedure di mobilità per oltre 300 lavoratori

I sindacati protestano. La Natuzzi: "Terremo fede agli accordi presi"

330 lavoratori e lavoratrici Natuzzi sul ciglio della strada.

Nella mattinata di Martedì 26 Luglio, la Natuzzi ha annunciato l'apertura della procedura di mobilità per oltre 300 posti di lavoro, bruciando così le aspettative occupazionali di intere famiglie e mettendoli in condizioni di assoluta precarietà, al Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), che ha manifestato sin da subito la propria contrarietà, convocando le parti per il 6 ed il 9 Settembre 2016.

La comunicazione dell'azienda ha scatenato le proteste dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, i quali hanno proclamato lo stato di agitazione, coinvolgendo i luoghi di lavoro e le istituzioni locali e regionali in iniziative ancora da definire, al fine di respingere il "licenziamento di massa" nel rispetto degli accordi presi in passato: la Natuzzi infatti aveva assicurato la ricollocazione del personale.

"Quello che è accaduto oggi a Roma è gravissimo. - ha commentato a caldo il segretario generale della Feneal Uil Puglia, Salvatore Bevilacqua, subito dopo l'incontro della Cabina di regia che affronta la crisi della Natuzzi - Non è pensabile fare carta straccia, per l'ennesima volta, di accordi sottoscritti su tavoli a cui hanno partecipato tutte le parti in causa, Istituzioni comprese, in dispregio di ogni impegno assunto".

"Parlare di procedura di mobilità per 330 persone - ha proseguito Bevilacqua - è una vera e propria provocazione. Rigettiamo con forza questa prospettiva perché non è pensabile che nulla sia stato fatto per ricollocare i lavoratori: non si sono viste le newco promesse, non si sono viste le internalizzazioni, non c'è traccia della formazione e di quanto altro promesso. E a tutto questo si aggiunga che l'azienda ha utilizzato i benefici che le erano stati concessi proprio in cambio degli impegni che poi non ha mantenuto. Non lasceremo passare questa profonda ingiustizia, ma soprattutto invitiamo la Regione Puglia a svolgere il proprio ruolo, tutelando i lavoratori e impedendo che al danno si aggiunga beffa: i lavoratori fuori ed i benefici che avrebbero dovuto salvare i loro posti regalati impunemente alla Natuzzi".

Quest'ultima ha risposto alle proteste mosse dai sindacati definendo l'apertura della procedura di mobilità come una questione puramente tecnica, smentendo la convinzione di quanti hanno inteso tale procedura un disimpegno dell'azienda. "La cassa integrazione per gli esuberi scade il 15 ottobre 2016 e non è più prorogabile per legge", pertanto la Natuzzi sta ricercando una soluzione alternativa per la gestione degli esuberi strutturali, al fine di portare a termine gli impegni presi. Ha annunciato inoltre di aver già avviato una fase di formazione - finanziata dalla stessa - al fine di riqualificare i lavoratori in esubero e prepararli al reinserimento lavorativo.
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