Comando della Polizia Municipale
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Palazzo di città

Pianta organica, denuncia di Cardascia, Meliddo e Cataldi

La prima commissione consiliare chiede lumi all’assessore Calculli sullo spostamento di un vigile in un ufficio comunale

Pubblichiamo di seguito la nota integrale pervenutaci dai consiglieri comunali Mimmo Cardascia, Ezio Meliddo e Rosa Cataldi

Avvicendamenti presso il Comando dei Vigili Urbani di Gravina, Rosa Cataldi, presidente della Prima Commissione Consiliare, Mimmo Cardascia ed Ezio Meliddo segnalano anomalie.
Nell'ambito dei lavori della Prima Commissione Consiliare rientra anche l'annosa questione della carenza di personale presso gli uffici comunali ed in merito a ciò i consiglieri Cataldi, Cardascia e Meliddo, hanno più volte convocato in commissione l'assessore competente, Paolo Calculli, per fare il punto della situazione e verificare in che modo l'amministrazione stia pensando di risolvere il problema.
Più di recente, l'audizione dell'assessore Calculli si è resa necessaria per segnalare anomalie procedurali relative all'avvicendamento di ruoli e persone nella pianta organica del Comando dei Vigili Urbani.
"Non più tardi di due settimane fa – dichiarano Cataldi, Cardascia e Meliddo – si è concluso un concorso interno al Comando dei Vigili Urbani per l'individuazione di tre unità di categoria D al fine di garantire un turnover necessario, soprattutto in vista dell'imminente pensionamento dell'attuale Comandante.
Una procedura che – sottolineano i consiglieri – non comporta nuove assunzioni nel corpo dei Vigili Urbani, ma un ricollocamento delle risorse già esistenti, per quanto la pianta organica della Polizia Municipale della nostra città sia di parecchio insufficiente perché, al contrario di quanto stabilisce la legge, abbiamo a disposizione un numero di gran lunga inferiore di vigili a fronte di quanti ci spetterebbero ( 15 a fronte di almeno 60).
All'indomani del concorso interno – incalzano i consiglieri – in evidente contrasto con quanto previsto e disposto dalla legge regionale, una delle tre risorse categoria D, fresca di nomina, anizichè essere ricollocata nel suo corpo di appartenenza è stata dirottata, per ora temporaneamente, presso un altro Ufficio comunale, con il risultato di togliere un'ulteriore unità ai vigili urbani che, come detto, sono già pochissimi rispetto alle esigenze della città.
Dopo un attento approfondimento da parte nostra – continuano Cataldi, Cardascia e Meliddo – riteniamo che questa procedura presenti anomalie rilevanti in virtù di quanto disposto dall'art. 5, comma 7, della Legge Regionale n. 37/2011, secondo cui "Gli appartenenti ai corpi e ai servizi di polizia locale non possono essere impiegati per lo svolgimento di funzioni e compiti diversi da quelli loro propri, come previsti dalla presente legge. Gli incarichi aggiuntivi a quelli attinenti ai servizi d'istituto possono essere conferiti solo se compatibili con le risorse disponibili e comunque previa accettazione del comandante";
Nel caso specifico non ricorre nessuna delle due condizioni.
Infatti, l'unità di polizia locale di categoria "D" di cui innanzi detto, è stata impiegata allo svolgimento di funzioni e compiti diversi da quelli suoi propri senza l'accettazione del comandante e senza alcuna compatibilità con le risorse indisponibili che, nonostante la Legge Regionale n.37/2011, art. 6, comma 3, lett. a, statuisca che il numero degli addetti al corpo di polizia locale deve corrispondere al rapporto di 1 a 700 abitanti, nella città di Gravina, che ha circa 40.000 abitanti, le unità della polizia municipale sono appena 16, con un rapporto, quindi, grandemente inferiore a quello previsto per legge.
Pertanto – fanno sapere i consiglieri Cataldi, Cardascia e Meliddo – poiché l'Assessore Calculli non è stato esaustivo nell'ambito del suo ultimo intervento nella nostra commissione, abbiamo notificato una nota formale al Comune di Gravina e, per conoscenza, al Prefetto, con la quale abbiamo chiesto al Sindaco, al Dirigente al personale e allo stesso Assessore Calculli, di rivedere la predetta procedura espletata e di conferire con noi delle determinazioni in merito e, naturalmente, crediamo che il Prefetto si attiverà per far luce su questa vicenda che, secondo noi, di chiaro ha ben poco".
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