
Cronaca
Omicidio Capone, confermata condanna per Scalese
14 anni di reclusione per l’imprenditore gravinese
Gravina - mercoledì 24 giugno 2026
Nuovo atto del processo a carico di Gaetano Scalese, accusato di essere il responsabile dell'omicidio di Pietro Capone, avvenuto la sera del 10 marzo 2014 a Gravina.
La Corte di Assise di Appello di Bari ha condannato il 70enne imprenditore gravinese a 14 anni di carcere per omicidio volontario aggravato.
Scalese è l'unico imputato nel processo per la morte di "Pierino" Capone, noto per le sue battaglie per la legalità e freddato con due colpi di pistola alla testa, oltre 12 anni orsono.
Scalese fu arrestato a distanza di 5 anni dal delitto e scarcerano nel 2025. L'imprenditore gravinese era stato considerato colpevole dell'omicidio, sia in primo che in secondo grado, ma la Cassazione a febbraio dello scorso anno aveva annullato le sentenze, disponendone il rinvio.
Adesso la nuova condanna ridotta dai giudici rispetto alla precedente di 15 anni e 4 mesi di reclusione, poiché il reato di porto abusivo di pistola è caduto in prescrizione.
Ora bisognerà attendere che i giudici depositino le motivazioni, con la difesa che potrà valutare se procedere ad un nuovo ricorso.
La Corte di Assise di Appello di Bari ha condannato il 70enne imprenditore gravinese a 14 anni di carcere per omicidio volontario aggravato.
Scalese è l'unico imputato nel processo per la morte di "Pierino" Capone, noto per le sue battaglie per la legalità e freddato con due colpi di pistola alla testa, oltre 12 anni orsono.
Scalese fu arrestato a distanza di 5 anni dal delitto e scarcerano nel 2025. L'imprenditore gravinese era stato considerato colpevole dell'omicidio, sia in primo che in secondo grado, ma la Cassazione a febbraio dello scorso anno aveva annullato le sentenze, disponendone il rinvio.
Adesso la nuova condanna ridotta dai giudici rispetto alla precedente di 15 anni e 4 mesi di reclusione, poiché il reato di porto abusivo di pistola è caduto in prescrizione.
Ora bisognerà attendere che i giudici depositino le motivazioni, con la difesa che potrà valutare se procedere ad un nuovo ricorso.
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