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La città

Non si placa la querelle della illuminazione di via Tripoli

Il MCG: “l’amministrazione Divella continua a raccontare bugie”. Il MCG controbatte alla nota del dirigente

Ma ancora della illuminazione di via Tripoli si parla. Prima di conoscere la nuova risposta del MCG, questa la ricostruzione dell'episodio: ad aprire la ferita, il MCG che a fronte di un notorio risparmio energetico a livello mondiale, denunciava poche settimane fa, quanto segue: "Da noi, invece, c'è qualcuno che ha pensato bene di aumentare il numero e soprattutto la potenza dei lampioni della pubblica illuminazione che insistono nei pressi della propria abitazione. Infatti presso una civile abitazione, insistente tra via Tripoli e via Guardialto piccolo, vi è la presenza di una illuminazione anomala, costituita da fari, ad elevata potenza elettrica, che illuminano, in maniera esagerata, le vie di cui in oggetto, a tal punto da disturbare la guida degli automobilisti oltre che costituire uno spreco per le casse comunali…in altri termini una civile abitazione oltre ad essere illuminata dai lampioni della pubblica illuminazione, così come avviene per le principali vie cittadine, è illuminata con tre fari di grossa potenza…l'unica particolarità della vicenda è che la stessa abitazione è la residenza di un importante esponente politico del Partito democratico, già sindaco di Gravina".

A seguito di reiterate richieste, dopo anche la segnalazione del MCG, (situazione già per altro sottoposta all'attenzione dell'amministrazione dallo stesso MCG con lettera protocollata a marzo scorso), pochi giorni fa si pronunciava l'amministrazione con una nota del dirigente, che sulla vicenda relativa al posizionamento di alcuni corpi illuminanti esistenti sulla intersezione Via Guardialto/Via Tripoli rispondeva così: "Risulta che intorno agli anni 1993/1995 dovendosi eseguire lavori di demolizione e ricostruzione del fabbricato posto all'incrocio tra Via Tripoli e la Via Guardialto i tre pali furono rimossi e per mantenere lo stesso grado di illuminazione l'Ufficio tecnico all'epoca, provvide ad istallare i proiettori sugli stabili viciniori. E' di tutta evidenza che oggi il ripristino dei pali può essere effettuato ma appare dispendioso ed inopportuno atteso che nel tempo la soluzione adottata è risultata efficace e idonea a garantire una adeguata illuminazione dell'incrocio a tutela della pubblica e privata incolumità".

Ma il MCG, contrariato dal fatto che l'amministrazione Divella "continua a raccontare bugie ed a prendere in giro i cittadini gravinesi eludendo la buona fede di chi legge", non ci sta con questa versione dei fatti. "E' evidente che quanto dichiarato non corrisponde al vero, in quanto, così come testimoniato dalle foto allegate, un solo proiettore fu installato sullo stabile vicino, mentre altri due furono allocati sui pali dell'illuminazione pubblica già esistenti e quindi in aggiunta all'illuminazione pubblica. Le bugie continuano quando nel comunicato si afferma: " ……la soluzione adottata è risultata efficace e idonea a garantire una adeguata illuminazione dell'incrocio a tutela della pubblica e privata incolumità…", questo il cuore del nuovo comunicato targato MCG volto a smentire la ricostruzione operata nella nota del dirigente e volto a rammentare che, "qualora non si dovesse intervenire, della vicenda saranno informati gli organi superiori competenti, in quanto si ravviserebbero diversi reati, come l'abuso d'ufficio, appropriazione indebita e spreco di denaro pubblico".


5 fotoIlluminazione via Tripoli
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