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La città

No ai botti di Natale

Le associazioni animaliste chiedono l’intervento del Comune e il sindaco firma l’ordinanza

Vietare i botti di Natale per senso civico e più praticamente per garantire la sicurezza di tutti (umani ed animali), nonché per migliorare le condizioni di vivibilità nel centro urbano salvaguardando la convivenza civile e la coesione sociale.
Queste le convinzioni messe nero su bianco dalle associazioni animaliste Lipu e Lega del cane che hanno chiesto al primo cittadino di Gravina di emanare quanto prima una ordinanza che vieti l'utilizzo di botti e petardi nel centro abitato durante tutto il periodo natalizio.

Una presa di posizione che si fonda su dati concreti ovvero sulla certezza che i rumori provocati dai botti provocano seri danni agli animali.
Il fragore che deriva dall'esplosione dei petardi, per esempio, genera una condizione di forte stress negli uccelli, i quali, percependo un potenziale pericolo, istintivamente fuggono dai loro posatoi notturni (alberi e siepi) in maniera caotica e disorganica.

La condizione di disorientamento induce ad un calo della capacità percettiva del pericolo cui consegue il decesso imputabile a collisioni contro muri, vetrate o cavi elettrici; inoltre, ricordano dalla Lipu, l'allontanamento forzato dal loro dormitorio e la mancanza di visibilità costringe i volatili a posarsi per terra rimanendo vittime delle ruote delle macchine o muoiono assiderati, considerate le rigide temperature invernali.
Negli animali d'affezione quali cani e gatti, il forte ed improvviso rumore derivante dall'esplosione di un petardo crea uno stato di panico causando molteplici casi di decesso per infarto, nonché la fuga lungo le pubbliche vie mettendo seriamente a repentaglio la propria incolumità e quella di passanti ed automobilisti.
Certezze che hanno spinto le due associazioni ad inviare una richiesta rivolta al sindaco ad emettere "una ordinanza che vieti l'utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere su tutto il territorio comunale chiedendo agli Organi preposti alla Vigilanza un efficace controllo sul reale rispetto delle disposizioni".
Richiesta accolta da palazzo di città.
Sebbene l'ordinanza non sia stata ancora pubblicata sull'albo pretorio, attraverso un comunicato stampa da palazzo di città fanno sapere che "fino al 7 gennaio stop a fuochi d'artificio e botti proibiti".
Il sindaco Alesio Valente ha provveduto a sottoscrivere una specifica ordinanza per imporre sull'intero territorio comunale, dalle 20 del 16 Dicembre 2017 e fino all'alba del 7 gennaio 2018, il divieto di vendita ed uso di prodotti pirotecnici.
La decisione, spiega il sindaco, «è stata presa per tutelare la quiete pubblica, prevenendo il potenziale verificarsi di eventi anche tragici in danno delle persone, soprattutto anziani e minori, ma pure per garantire l'incolumità psico-fisica degli animali».

Motivi per i quali si prescrive una serie di divieti che riguardano, in particolare, la vendita «in forma ambulante di ogni tipo di fuochi d'artificio ascrivibili alle categorie IV e V, compresi gli ex fuochi di libera vendita ora obbligatoriamente classificati in una delle suddette categorie».
Nello specifico, vengono interdetti l'uso e la vendita dei fuochi «che abbiano effetto scoppiante, crepitante o fischiante, tipo rauto o petardo ed esclusi i prodotti del tipo fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, petardini da ballo, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole e pallone luminoso». Ulteriori restrizioni sono fissate per i minorenni anche con riguardo all'utilizzo dei fuochi esclusi dai divieti elencati, mentre sono ovviamente esclusi dall'elenco delle restrizioni soltanto gli spettacoli professionali debitamente autorizzati.

Ma c'è di più: confermato il divieto - introdotto già lo scorso anno - «per tutti coloro che hanno disponibilità di aree private, finestre balconi, lastrici solari et similia, di consentirne a chiunque l'uso per la effettuazione degli spari vietati dalla presente ordinanza», alla sanzione amministrativa pecuniaria oscillante tra i 25 ed i 500 euro per i trasgressori si aggiunge la sospensione dell'autorizzazione o licenza, per 10 giorni, a carico dei venditori di fuochi proibiti titolari di licenza amministrativa.
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