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Liste d’attesa, ora si fa sul serio

Continua la battaglia per evitare la chiusura delle agende

Liste d'attesa: il tema balza tra le priorità delle politiche per la salute, sia al Governo che alla Regione Puglia.

"Stiamo incontrando i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere pugliesi per chiedere loro di emanare una circolare in cui si ribadisce il divieto di sospensione delle attività di prenotazione". Questa la richiesta dei consiglieri del M5S Antonella Laricchia e Marco Galante rivolta ai direttori sanitari pugliesi per ribadire che "La legge 266/2005 stabilisce chiaramente che alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni".

"Invitiamo nuovamente - proseguono i pentastellati - tutti i cittadini che si rivolgono ai CUP per prenotare una prestazione a segnalare i casi in cui gli viene risposto che non è possibile perché le agende sono chiuse. Lo ribadiamo: la legge vieta assolutamente di farlo. Sono già centinaia le segnalazioni arrivate in pochi giorni: ci occuperemo personalmente di consegnarle ai D.G delle Asl, che incontreremo nelle prossime settimane, in modo che possano prendere le misure opportune". L'invito è rivolto alla giunta regionale a cui si chiede di emanare apposite circolari per evitare la chiusura delle agende.

Il tema è tornato d'attualità dopo la recente approvazione del nuovo Piano per la gestione delle liste d'attesa recentemente approvato dal Governo e che tra le sue clausole più importanti impone: "Le prestazioni successive al primo accesso saranno prescritte direttamente dal medico che ha preso in carico il paziente che a sua volta non dovrà più tornare dal medico di famiglia per la prescrizione".

Questa è una ma non l'unica novità inserita nel nuovo piano Piano per la gestione delle liste d'attesa (Pngla) voluto dal Governo per dimezzare i tempi di attesa per le visite specialistiche. "Finalmente adesso avremo regole più semplici e tempi certi per le prestazioni che riportano il diritto alla salute e quindi il cittadino al centro del sistema". Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, commenta l'approvazione del nuovo Piano che entro 60 giorni deve essere recepito dalle Regioni.
Secondo le disposizioni del Governo, nei Piani dovranno essere chiaramente garantiti e riportati i tempi massimi di attesa di tutte le prestazioni ambulatoriali e in regime di ricovero inoltre se i tempi previsti per legge non sono rispettati dalle aziende sanitarie, i cittadini potranno andare in una struttura privata (accreditata), pagando solo il ticket..

"I direttori generali delle aziende sanitarie – si legge in un comunicato – saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi agli adempimenti dei Lea: questo significa che chi non mette l'efficienza delle liste d'attesa al primo posto del suo mandato, potrà essere rimosso dall'incarico". Nella legge di bilancio per il triennio 2019-21 "il governo ha messo a disposizione delle regioni 350 milioni per potenziare i servizi di prenotazione implementando i Cup digitali e tutte le misure per rendere più efficiente il sistema" conclude il ministro.

Per la sua piena attuazione verrà istituito, presso la Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, entro 120 giorni dalla stipula della presente Intesa, l'Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa composto da rappresentanti del Ministero della Salute, dell'Agenas, delle Regioni, dell'Istituto Superiore di Sanità e dalle Organizzazioni civiche di tutela del diritto alla salute. L'Osservatorio, oltre ad affiancare le Regioni nell'implementazione del Piano, provvederà a monitorare l'andamento degli interventi previsti dal presente atto, rilevare le criticità e fornire indicazioni per uniformare comportamenti, superare le disuguaglianze e rispondere in modo puntuale ai bisogni dei cittadini. Della questione si sono occupare anche le Regioni durante i lavori per la stesura del Patto della salute per gli anni 2019-21".
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