statua restaurata San Michele
statua restaurata San Michele
Eventi e cultura

Il ritorno “in patria” di San Michele

La statua restaurata del patrono, consegnata dai Lions alla Fondazione Santomasi

Come preannunciato in una nostra precedente nota, la storica statua di San Michele, risalente al 1799, data riportata sul cartiglio, posto sulla base esterna dell'edicola, che ha vegliato sulla nostra città per oltre due secoli, dall'alto della sua posizione in piazza Scacchi, in quella parte di città, comunemente conosciuta come porta San Michele, per via di questa presenza vigile, assidua e costante, è, finalmente, ritornata, dopo circa quattro mesi di restauro, nel suo paese natio. A consegnarla sono state le fautrici dell'intervento, le dottoresse Rosanna Guglielmo e Gaia Cantarone.

Ad accoglierla, invece, presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, sia pure tra un pubblico, inaspettatamente e pressochè assente o quasi inesistente, tranne pochissime e rarissime eccezioni di astanti, il presidente della stessa, il dottor Mario Burdi, la dottoressa Antonia Vitucci, presidente del passato anno sociale 2019 -2020 del Lions Club Gravina in Puglia 108 AB, periodo in cui fu deciso il restauro del simulacro e per il quale ha profuso tutto il suo impegno, in qualità di legale rappresentante, anche economico; il subentrato presidente del medesimo sodalizio, il dottor Giovanni Colangelo, anche in veste di consigliere d'Amministrazione dell'Ente Santomasi, unitamente all'altro componente il CdA della Santomasi, Stefano Valente. Ufficialmente, la civica amministrazione era rappresentata dall'assessore Paolo Calculli.

Come già comunicato in precedenza, questa effige del nostro Santo Patrono sarà ospitata presso la Fondazione Santomasi, probabilmente, fino al 25 ottobre, per dare la possibilità, a chi vorrà, di poterla conoscere, apprezzare ed ammirare. Il 25 ottobre, Covid permettendo e con le dovute norme e regole da rispettare, nel corso di un'apposita manifestazione, i cui dettagli saranno forniti successivamente, la rinnovata immagine sarà presentata alla città, con gli interventi di tutti i protagonisti, non escluso il giornalista Pinuccio Massari, che è stato il promotore, colui che ha dato la spinta verso il restauro di una icona che stava andando in rovina.

Naturalmente, nella breve e simbolica cerimonia di consegna, si coglieva tutta la soddisfazione da parte di coloro che, a vario titolo, hanno reso possibile riportare agli antichi splendori un manufatto compromesso da una serie di fattori: ambientali, atmosferici, naturali, quali sole, vento, pioggia, nonchè dalle fonti luminose invasive poste all'interno dell'edicola. Un manufatto composto, in gran parte in legno, ma, anche, in carta pesta, come il gonnellino e il mantello svolazzante posto nella parte posteriore dell'Arcangelo. Materiale soggetto a facile usura, considerati i lunghi anni di vita, che, la maestria artistica delle restauratrici ha saputo rinvigorire nei suoi colori e nelle sue forme, ma, anche nel far risaltare date e sigle di eventuali precedenti restauri o interventi conservativi.
  • Fondazione Ettore Pomarici Santomasi
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