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Emergenza cinghiali: il consigliere regionale Gianni Stea presenta un'interrogazione

Necessario conoscere lo stato dei fatti per trovare una soluzione al problema

Nonostante rappresenti un serio problema in Puglia, non solo per l'agricoltura pugliese ma anche per l'incolumità dei cittadini e degli automobilisti, l'emergenza cinghiali continua ad essere sottovalutata. A denunciarlo è il Consigliere regionale Gianni Stea che, alla luce delle segnalazioni allarmanti degli ultimi giorni sulla presenza di branchi di cinghiali tra le strade delle nostre città, ha rivolto all'assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, una interrogazione al fine di conoscere lo stato dei fatti per poter così affrontare seriamente e concretamente il problema della gestione.

"Il rischio - ha dichiarato in una nota Stea - è che ad un intervento specifico per tenere sotto controllo il numero di cinghiali si sostituisca una sorta di giustizia sommaria da parte di agricoltori e cittadini. Eppure da mesi in Regione è stata presentata, su iniziativa mia e del collega Donato Pentassuglia, una proposta di legge su Misure urgenti per la programmazione e pianificazione del prelievo venatorio e del controllo del cinghiale (Sus scrofa), atte a contenere l'espansione demografica della specie nel territorio della Puglia". Proposta che è stata esaminata e relazionata da ISPRA e che detta le linee di indirizzo per la disciplina dell'avvio sperimentale della "caccia al cinghiale", con le diverse tecniche di prelievo, finalizzata al mantenimento della presenza della specie a densità compatibili con le altre componenti faunistiche e con le attività produttive agro-silvo-pastorali in modo da prevenire e minimizzare i danni alle colture.

"E' auspicabile - ha affermato in conclusione il Consigliere regionale - che anche all'interno delle aree protette (Parchi Nazionali, Regionali, ecc.) le misure prevenzione dei danni, la loro stima e gli interventi di controllo sulla specie vengano realizzate secondo quanto indicato nella pdl che, beninteso, non comporta alcun onere a carico del bilancio regionale e che nasce sull'esperienza di quanto già adottato da altre Regioni del Centro Nord Italia".
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