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Cronaca

Chiusa una residenza per anziani a Gravina

Emessa ordinanza del sindaco dopo controllo dei carabinieri del Nas

"I Carabinieri del N.A.S. di Bari, nell'ambito della strategia operativa mensile nel settore delle strutture socio sanitarie assistenziali per anziani, disposta dal superiore Comando Carabinieri per Tutela della Salute, hanno eseguito una attività ispettiva presso una RSA sita in Gravina in Puglia e, nella circostanza, hanno accertato che la struttura risultava attivata in assenza di autorizzazione all'esercizio e presentava rilevanti carenze strutturali, organizzative e funzionali". Lo comunicano i carabinieri del Nas di Bari in un comunicato. "Di conseguenza il sindaco - prosegue il comunicato - posto immediatamente a conoscenza di tali risultanze, con propria ordinanza ha disposto la sospensione dell'attività e l'immediato trasferimento dei 65 anziani ospiti verso altre strutture autorizzate e adeguate alle esigenze dei medesimi anziani".

Questo hanno reso noto i carabinieri in un comunicato. La struttura di cui è stata sospesa l'attività era operante presso l'ex seminario ecclesiastico in viale Stefano Vicino. Al sopralluogo del Nas hanno partecipato anche il personale dell'Asl Bari - SISP Area Nord, del Dipartimento di Prevenzione di Gravina, gli assistenti Sociali e il personale del Comune.

Secondo quanto si evince dal verbale di ispezione la struttura in questione presenta condizioni igienico sanitarie e strutturali non adeguate alla normativa vigente. Infatti, - si legge nella relazione- "Al piano seminterrato: sono presenti n. 4 servizi igienici di cui uno chiuso perché asseritamente guasto, uno privo di illuminazione artificiale; antibagno privo di areazione artificiale e/o naturale. La pavimentazione, posizionata immediatamente prima dell'accesso agli stessi servizi è rivestita da materiale plastico adesivo parzialmente scollato in più punti che costituisce elemento di pericolo. Nella zona dove sono posizionati i frigoriferi sono presenti le tubazioni dell'impianto di riscaldamento a vista, senza nessuna protezione". Inoltre sempre nel verbale ispettivo si dice che "Al primo piano: le stanze non tutte conformi alla normativa", inoltre "in alcuni servizi igienici è presente un gradino tale da costruire pericolo all'accesso per gli ospiti; l'impianto elettrico non è conforme stante la presenza di prese di corrente del tutto staccate dal muro; manca un bagno comune accessibile assistito con vasca di immersione per il bagno degli ospiti" e "in alcune stanze vi è presenza di risalita di condensa"; infine "Il terrazzo esterno presenta un parapetto di altezza non conforme".
A questo si aggiunga che – sempre secondo quanto riportato nel verbale- "la struttura eroga i propri servizi sprovvista dell'autorizzazione all'esercizio, provvedimento con il quale si consente alle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private di svolgere attività sanitarie e socio sanitarie".

Insomma, una situazione da sanare che ha visto costretto il primo cittadino, in qualità di autorità sanitaria locale, ad emanare l'ordinanza di sospensione delle attività.

Nel provvedimento di sospensione è riportato che la gestione della struttura, denominata "La fenice", è in capo ad una società di Altamura che si è impegnata a trasferire entro una decina di giorni tutti gli ospiti in altra struttura idonea. Intanto – secondo quanto previsto dall'ordinanza- la società dovrà continuare "ad assistere tutti gli utenti inseriti nella detta struttura, per tutte le necessità assistenziali e sociali come per legge, assicurando contestualmente e continuativamente l'idonea dotazione organica (in tutti i profili assistenziali e professionali come per legge) sino al trasferimento effettivo ed in sicurezza in altra sede".
  • Ordinanza
  • Fedele Lagreca
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