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"Bullismo, l'importanza della prevenzione e dello psicologo a scuola"

Intervista alla psicologa e psicoterapeuta Angela Tubito

Gravinalife continua a trattare il delicato tema del bullismo. Oggi parliamo dell'importanza della prevenzione, della proposta di introdurre la figura dello psicologo a scuola e di interventi mirati per vittime e bulli. Abbiamo intervistato la psicologa e psicoterapeuta Angela Tubito.

Le vittime di bullismo quale percorso seguono? Quali sono gli approcci per la prevenzione?
Il bullismo è un fenomeno di gruppo ed è proprio per questo motivo che gli interventi dovrebbero coinvolgere tutti dalla famiglia alla scuola. L'approccio alla prevenzione e all'intervento relativo al bullismo più condiviso si fonda sulla necessità di progettare iniziative in grado di promuovere cambiamenti nel clima generale della scuola, nelle norme e nei valori del gruppo, invece di focalizzarsi esclusivamente sugli studenti bulli e vittime. Per fare ciò bisognerebbe agire su diversi livelli, dalla comunità alla scuola come sistema, al gruppo-classe, fino ad arrivare ai singoli individui coinvolti direttamente nel problema e alle famiglie.
I percorsi da attivare sono interventi di conoscenza e di sensibilizzazione verso il problema, attività sulle regole, con l'obiettivo di ridefinire il modo di stare insieme in classe e a scuola e percorsi per conoscere le proprie emozioni e comprendere quelle degli altri. Quello che manca molto spesso è l'empatia, mettersi nei panni dell'altro e nelle sue emozioni; si tende ad essere più egoisti, tutto parte dal mondo degli adulti e di riflesso si trasmette ai ragazzi.

È fondamentale che l'offerta di percorsi di informazione e sensibilizzazione per i genitori diventi parte integrante della normale attività educativa della scuola? Quali sono i tempi?
In generale, gli interventi d'informazione e sensibilizzazione possono migliorare i problemi di bullismo all'interno della scuola già nel breve periodo. Tuttavia, è necessario che le scuole comprendano fino in fondo l'importanza di proseguire l'intervento nel tempo. Non fermarsi quindi a dare nozioni o informare sul tema una tantum ma pensare ad un progetto che duri nel tempo e che coinvolga tutti gli studenti e i docenti.

C'è un vero recupero per la vittima? Che rischi ci sono nel percorso di crescita dei minori?
Le vittime sono affette da diversi tipi di disagi, quali la solitudine, la depressione, l'ansietà, l'insicurezza, la bassa autostima e un'eccessiva passività nelle relazioni sociali. Sviluppano un atteggiamento di generale rifiuto verso varie attività e mostrano segni di ansia e di angoscia in momenti significativi delle loro esperienze. Le vittime possono sviluppare disturbi psicologici quali disturbi d'ansia, tra cui attacchi di panico, fobie, disturbi dell'umore, insonnia, modificazioni dell'alimentazione che possono arrivare fino all'anoressia o alla bulimia, rendimento scolastico incostante e in progressivo peggioramento. Possono arrivare a comportamenti di autodistruzione.
Caratteristiche dei bulli sono, invece, sicurezza, elevata autostima, aggressività violenta generalizzata, rivolta verso i compagni, spesso anche verso genitori e insegnanti; impulsività; forte bisogno di dominare gli altri; rabbia che si manifesta frequentemente e per motivi irrilevanti; bassa tolleranza alla frustrazione; difficoltà nel rispettare le regole; scarsa empatia; indifferenza nei confronti della vittima; rendimento scolastico incostante e in progressivo peggioramento con l'aumentare dell'età.
Essi hanno maggiori rischi rispetto ai coetanei di incorrere in comportamenti devianti e/o criminali, di abusare di alcool e/o sostanze. Dovere degli adulti, genitori e insegnanti, è capire per tempo i segnali ed essere pronti al dialogo con un'adeguata formazione al riguardo.

Per quanto riguarda il bullo come è possibile agire? In che modo la scuola o la famiglia possono rapportarsi al bullo?
Fondamentale è attivare interventi anti-bullismo che coinvolgano la scuola, le singole classi, il contesto familiare, al fine di creare una cultura condivisa in cui il bullismo venga riconosciuto come un fenomeno dannoso per tutti gli studenti coinvolti come attori, vittime o spettatori. Tuttavia, non bisogna dimenticare l'importanza di interventi maggiormente focalizzati sull'individuo. Infatti, coloro che assumono il ruolo di bullo o vittima necessitano spesso di un aiuto mirato, per esempio per apprendere strategie comportamentali non aggressive o per acquisire abilità che permettano loro di gestire le relazioni conflittuali e migliorare le modalità di interazione con i coetanei.

Quanto sarebbe importante l'inserimento della figura di uno psicologo in classe?
In numerosi Paesi Europei, tranne che in Italia, la figura dello psicologo a Scuola ha un ruolo fondamentale nel supportare il sistema educativo e contribuisce al miglioramento delle prestazioni del sistema scolastico. La presenza dello psicologo scolastico costituisce la possibilità di rispondere in maniera appropriata e competente ai vari problemi che emergono all'interno del sistema scolastico quali la gestione dei conflitti del gruppo classe, la mediazione tra insegnanti e famiglie, il miglioramento dell'autostima e della consapevolezza delle emozioni negli studenti, la formazione del corpo docente sul riconoscimento precoce di varie problematiche e delle modalità per affrontarle.

A questo proposito, il Presidente dell'Ordine degli Psicologi Antonio Di Gioia in un recente comunicato stampa sottolinea l'importanza dello psicologo a scuola. "Cyberbullismo e bullismo a scuola sono tra i problemi più grandi degli adolescenti del nostro tempo - ha affermato - ma si sommano a situazioni di disagio sempre più frequenti come lo scarso impegno nello studio, le difficoltà di relazione, comportamenti aggressivi di difficile lettura ed un bisogno di organizzazione del lavoro scolastico minato dalle continue riforme. Il mondo della scuola è la palestra del futuro e se viene vissuta con disagio, non produce buoni risultati".

Angela Mazzotta
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