nao challenge
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Scuola e Lavoro

Ancora grandi soddisfazioni per gli alunni dell'istituto Galilei - Bachelet

Terzo posto alla gara nazionale con Nao

Superata la semifinale della Nao Challenge a Pozzuoli, il team Phoenix 2.0, costituito da alcuni alunni appassionati di robotica dell'ITT Bachelet di Gravina, è approdato alla finale di Bologna, in un clima di forte competizione tra squadre provenienti da tutta Italia.
La continua evoluzione della tecnologia costringe quanti hanno a cuore la preparazione degli alunni a reinventarsi nuovi approcci alla didattica e la robotica si presta a tale scopo. Pioniere in questa avventura è la prof.ssa Petrone Cassandra che ha creduto nei suoi alunni, con la collaborazione del professor Ignazio Tavani e della professoressa Domenica Mastrogiacomo che ha curato i dialoghi di NAO.

Caricati dai risultati di Pozzuoli, il team Phoenix 2.0 ha affrontato la finale con determinazione e spirito di squadra. Leggere negli occhi dei giurati l'ammirazione per il lavoro presentato è stato bellissimo- riferiscono i protagonisti- soprattutto per loro che inizialmente si sono avvicinati alla robotica in punta di piedi, e che oggi possono ritenersi soddisfatti.
I risultati raggiunti sono strabilianti, il team si è classificato al 6 posto assoluto e al 3 posto nella gara NAO show, su un totale di 10 squadre che avevano NAO e 22 squadre senza NAO.
Il tema della gara era rivolto agli anziani, in particolare sull'invecchiamento attivo della terza età . Gli alunni si sono subito attivati alla ricerca della migliore idea progettuale, così dopo aver consultato i protagonisti della struttura " La dolce età " hanno elaborato le loro richieste. Dalle varie interviste è emerso un bisogno impellente: spesso dimenticano di prendere i farmaci o non ricordano di averli presi. Colta l'idea progettuale, i piccoli scienziati hanno deciso di creare un dispenser smart di medicine, capace di erogare medicine in modo intelligente con l'ausilio del robot.

NAO ha contagiato così tanto gli alunni che si sono resi protagonisti di un altro concorso rivolto ai BES, alunni con bisogni speciali. Il progetto, selezionato da Fastweb e MIUR è stato ritenuto dalla commissione uno tra i migliori progetti a livello nazionale.

L'iniziativa prende il nome di "Body Now", i ragazzi si serviranno di Nao, per curare, con l'aiuto degli specialisti del campo, quali: psicomotricisti e neuropsichiatri, patologie psicomotorie come asprassie e disprassie.

Aiutare gli altri utilizzando la robotica è una bellissima iniziativa, anche soltanto per vedere sorridere i bambini. Iniziativa lodevole, poiché la raccolta dei finanziamenti è avvenuta in crowdfounding (raccolta dal basso) coinvolgendo tutta la cittadinanza, non solo la scuola, dimostrando sensibilità e senso di appartenenza alla comunità scolastica che vuole mettere al servizio dei più deboli, le competenze acquisite tra i banchi.

Competenze che sono state misurate sul campo anche grazie alla collaborazione di alcuni imprenditori locali che hanno offerto il proprio contributo economico per la realizzazione del progetto "Body Now".

A breve, seguiranno ulteriori informazioni per presentare l'evoluzione del progetto: "la strada da percorrere è ancora lunga, ma i nostri giovani talenti sono pronti per affrontare nuove sfide, desiderosi di raggiungere traguardi ambiziosi nel campo della robotica".

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