Saverio Benchi uno sconosciuto ed apprezzato artista gravinese
Saverio Benchi uno sconosciuto ed apprezzato artista gravinese
Passeggiando con la storia

Saverio Benchi uno sconosciuto ed apprezzato artista gravinese

Rubrica “Passeggiando con la storia” a cura di Giuseppe Massari

Del personaggio di che trattasi, tranne i cenni critici sulla sua arte magica e divinatoria, non abbiamo notizie biografiche. Se omen nome, come dicevano i latini: il nome è un presagio, è un augurio, che nel nome delle persone fosse indicato il loro stesso destino, ha un senso per questo cognome, lo si potrebbe collocare in quella famiglia di gravinesi, i Benchi, che furono rivoluzionari e giacobini, opponendosi, nel 1799, contro le orde del Cardinale Ruffo . La nostra, pur restando una ipotesi, non ci esime dal leggere quanto è stato scritto su di lui, sulla sua arte e sulla sua bravura.

L'analisi artistica dei mezzi pubblicitari: una fonte per lo spettacolo dal vivo. Il caso della locandina "Grandi ed eccezionali rappresentazioni dal professore Saverio Benchi". Questo è il titolo della relazione svolta da Liliana Tangorra all'interno del Convegno ADI, Dottorandi a lavoro, volume II, sul tema: Un itinerario tra filologia, linguaggio e letteratura a cura di Antonio Giampietro e Nicoletta Strippoli, prefazione di Antonio Giampietro. Da questo testo, all'interno del quale è inserita la relazione della Tangorra, conosciamo un 'illustre ma, fin'ora, sconosciuto gravinese, il professor Saverio Benchi.

"In Puglia esiste una rete di teatri storici che testimoniano l'interesse della nostra Regione nei confronti dell'arte teatrale. Nel corso della loro storia, dagli inizi dell'Ottocento ai giorni nostri, questi teatri hanno prodotto un 'ingente quantità di materiale pubblicitario e divulgativo che attesta la fervida attività teatrale in Puglia, per questo l'attenzione verrà puntata sulla produzione di un teatro storico della Provincia di Bari: Teatro Umberto I di Bitonto.
Poche testimonianze rimangono delle stagioni e degli spettacoli rappresentati nel Teatro Umberto I (oggi Teatro T. Traetta) fino agli anni Trenta del Novecento; tre locandine che sponsorizzano alcune rappresentazioni teatrali provengono da una raccolta privata e dal Fondo Martucci Zecca conservato presso l'Archivio Diocesano di Bitonto.

L'ultima locandina da sala è la più antica e la più interessante, appartiene a una raccolta privata ed è più articolata rispetto alle due precedenti; è datata 17 – 18 febbraio 1900 e raccoglie alcune informazioni sullo spettacolo del prestigiatore e illusionista moderno Saverio Benchi. Una recensione del 13 dicembre 1899, pubblicata sul Corriere delle Puglie esalta le capacità illusionistiche di Benchi, ospite presso la Sala del Ginnasio di Gravina (suo paese d'origine). L'articolo fornisce alcune indicazioni sul tour che tra il 1899 e il 1900 vide come protagonista il mago pugliese.
Dalla recensione si deduce che le tecniche illusioniste sono state apprese dal Benchi negli Stati Uniti (nella stessa locandina vengono riportati dati sulla formazione del Benchi: "Prestigiatore – Illusionista moderno laureato in scienze occulte – Riformatore dell'arte Creatore del suo repertorio Proveniente da New York e Stati Uniti d'America") e all'Alcazar di Parigi (anche in questo caso la locandina ci fornisce elementi utili e complementari alla recensione, in effetti è esplicitato che Benchi mostrerà "esperimenti moderni di scuola americana e francese".

Non bisogna dimenticare che a partire dalla fine dell'Ottocento, grazie alle sperimentazioni dei francesi Jean Eugène Robert – Houdin e Georges Meliès l'arte illusionista divenne arte da palcoscenico soprattutto grazie agli ingegnosi spettacoli dell'Egyptian Hall di Londra, dove i direttori e gli illusionisti David Devant e John Nevil Maskelin scoprirono le potenzialità teatrali della moda spiritista, con apparizioni di fantasmi ed elaborate pantomime magiche Cappa, Gelli & Mattarozzi, 1999).
Da qui l'illusionismo si sposta sui palcoscenici americani con compagnie specializzate, dirette da illusionisti come Thurston e Hermann, quest'ultimo maestro di Benchi, come deducibile dalla recensione del Corriere delle Puglie. Particolarmente apprezzati furono i giochi di escamotage, consistenti nella sparizione e apparizione di donne o oggetti; la locandina bitontina mostra, in effetti, due immagini (la prima in alto a destra e l'ultima in basso a sinistra) in cui Benchi, con l'aiuto di un assistente, fa ricomparire una bambina. Da questa analisi si desume, quindi, che ciascuna immagine riporta, nelle varie cornici, i giochi di prestigio realizzati da Benchi".
  • Giuseppe Massari
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