convento San Sebastiano
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Passeggiando con la storia

Fondazione del Convento di S. Sebastiano

Fondazione del Convento di S. Sebastiano

Da "Cronica de Minori Osservanti Riformati della Provincia di S. Nicolò", di padre Bonaventura da Lama: "Del XIII Convento ottenuto da' Riformati e su quello dell'antica città di Gravina, l'anno 1599", abbiamo attinto le notizie riguardanti la fondazione del convento di Gravina. Questo, nell'ambito delle celebrazioni giubilari in corso sulle nozze d'oro della istituzione della Parrocchia SS. Crocifisso, di cui il convento e il chiostro sono parte integrante.

Integralmente riprendo, con il linguaggio e l'italiano dell'epoca: "Era in quel luogo, ove oggi è il Convento, una picciola Chiesa, chiamata S. Maria della Pace e fu data a' Padri Minori Osservanti, l'anno 1450. Succedendo poi una gran discordia tra la Città, e Donna Felice San Severina Madre, e Tutrice di D. Ferrante Orsini, non era pronta l'una, e l'altra a contribuire limosine per la fabbrica, onde partirono li Padri, e dopo 24 anni, nel 1474 furono di nuovo chiamati, e si diè principio al Convento.

Con questo nome li chiamava ognuno, i frati della Pace, per lo spazio d'anni 19; ma perché nell'anno 1483 fu nella Città una fierissima Pestilenza, fecero voto i Gravinesi, alzare a S. Sebastiano, affinche cessasse la Peste; un Altare; e da quel tempo fu detta la Chiesa di S. Sebastiano; e li Frati col nome di questo Santo, conforme oggi li chiamano. Per la pietra facile a cavarsi, nel medesimo luogo si designò un Convento, lo più bello che possa vedersi. Un Chiostro grande, ed alto: due Dormitorii, corrispondendo la larghezza, all'altezza, con molte Officine di grandezza proporzionata a quella del Monastero.

Il buon odore della bontà della Vita, che spirava da questi Padri, tirò molti della Città a vestir l'Abito, divenuti gran Soggetti, tra quali fu il P. Paolo, Uomo dottissimo, eletto Provinciale tre volte; la prima nel 1574: la seconda nel 1585, ed andato a Roma per il Capitolo Generale, ottenne la Carica di Procuratore di Curia, l'anno 1587. Compito l'ufficio, e tornato in Provincia, doppo pochi anni, fu la terza fiata eletto provinciale, l'anno 1597, ma perché era decrepito, nel secondo anno del suo governo, infermatosi a morte in Andria, ove si ritrovò, alle 14 di Marzo del 1599, rese l'anima a Dio.

Era Guardiano in S. Sebastiano il P. Bernardino da Gravina, ed alle 27 del mese istesso trasportò il cadavere in Gravina, concorsa tutta la Città, assistendo alli funerali: fu sepolto non so, se nella Tomba comune de' frati, o pure a parte dentro la cappella del Sepolcro in quel muro, ove sta scolpito un frate morto, essendo questi il Padre suddetto; procurata da lui l'Indulgenza perpetoa d'ogni giorno, da Gregorio XIII in quello Altare, affinche vedendolo ogni Sacerdote, pregasse per l'anima sua. Coll'occasione del Dominio, che questo Padre teneva della Provincia, aveva per conseguenza sollevata la sua fazzione, coll'atto negativo alla contraria; ch'era di quei d'Altamura con altri.

Dubitavan però i Padri di Gravina non fosse eletto Provinciale qualche padre dell'altra fazzione, e forse forse Altamurano, e loro rimossi dalla Padria, e poco rispettati, e guardati. Tentarono per ciò ogni strada, riuscisse un Padre del Paese, chiamato P. Giovanni da Gravina, e quando questi non fosse, farebbero altri passi. Fu di tutto questo fatta consapevole la Città, ed avertita, che in udire altro Provinciale di quello si spera, entrasse, e prete, e Nobile, e Contadino con empito nel Convento cacciasse gli Osservanti, e domandasse gli Riformati.

Tanto avvenne: eletto alle 8 di luglio sel 1599 Ministro Provinciale, il P. Graziano d'Altamura; mentre stavano i Padri in Chiesa, rendendo le grazie per la nuova elezzione, si vide la Chiesa, e 'l Convento pieno di gente, gridando, che non vogliono più gli Osservanti, ma li Riformati. Alle voci del Secolo s'aggiunsero quelle de Padri di Gravina, orditori del tradimento, dichiarandosi ancor loro Riformati; costretti i Padri del Capitolo partire per Altamura a compire le funzioni Capitolari; e li Riformati da loro soli, conforme il solito far l'elezzione del loro Custode, e fu il Padre Aloisio Galatino.

Tutto questo s'è cavato da un antico manoscritto, ritrovato nell'Archivio del nostro Convento di Martina, composto dal P. Giovanni da Massafra Minore osservante; ivi rimetto, chi vuol leggerlo, e la copia fatta da me l'ho collocata coll'altre scritture nell'Archivio del nostro Convento di Bari. In questo modo il Convento di Gravina passò dall'Osservanza alla Riforma, per non essere i Gravinesi soggetti all'Altamurani; o forse, perché essendo il P. Graziano zelantissimo della sua Regola, conforme lo scrive il P. Fasano, temevano non castigasse anche piccola libertà; lo che era falso.

Un'uomo, quando è da bene più compatisce i difetti; e questo Padre col di lui buon'esempio, l'avrebbe istradati alla via, che guida alla perfezione, s'eran colpevoli, o più infiammati al santo timor di Dio, s'erano innocenti. Rimasto dunque il Convento in potere della Riforma, e dichiaratisi tutti i Compadrioti, che non erano pochi, loro ancor Riformati, si lasciarono alcuni legati perpetoi, ed alquanti stabili; ch'erano della nostra Chiesa, e fu preso il possesso da' Preti.

Il Dormitorio si fe più lungo, e la Scala, che stava nel principio, ora stà nel mezzo: il Refettorio ancora, e quanto v'è di bello: il Choro di sopra colla loggia, il nuovo Dormitorio per i Novizj è tutto fatica de Riformati. Vive la Città tutta insiem col Padrone, del Convento assai divota, perché essendovi il Noviziato stabilito dalla Sagra Congregazione, e per conseguenza Frati esemplari, più si affeziona il Secolare, quando vede il buono esempio.

Il numero ordinario era di sedici Frati, ma ora vi stanno 40, assegnato il Convento per il lanificio, e tutta la lana, che viene da Foggia, qui si rimette, per dispensarsi alli Conventi destinati per carminarla, e filarla. La Biblioteca è assai piena de libri di Teologia Scolastica, e morale, di Espositori di sagra Scrittura, e d'Istorie sagre e profane. La Chiesa, ch'è in tre Navi, è tutta lastricata di pietre vive, ornata di Reliquie, tra le quali vi è l'osso di S. Lorenzo. Delle Cappelle, quella del Carmine è del Padrone colla sepoltura assai grande; ma oggi con la erezzione d'una bellissima Chiesa, detta, il Purgatorio, dentro la città, si eresse ivi per la sua Casa, il Sepolcro.

V'è l'Altare privilegiato perpetuo per chi che sia Sacerdote, per Bolla di Gregorio XIII, procurata dal P. Paolo di Gravina Minore Osservante, conforme sopra s'è detto. Il Convento è uno de' più belli della Provincia, degno a stare in una Città, ch'è la più opulenta dell'altre Città convicine".
6 fotopasseggiando con la storia 161123 convento San Sebastiano
Blasone degli Orsini posto al di sopra del presbiterio FotoChiesa S Sebastiano facciata esterna FotoCronica dei Minori Osservanti Riformati copertina FotoLapide con il testo dellindulgenza perpetua concessa da papa Gregorio XIII Foto JPGParti superiori del chiostro FotoScorcio del chiostro Foto
  • Giuseppe Massari
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