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Politica

“Sul piano casa servono scelte attente all’interesse della città”

Intervento del movimento “Una bella storia”

Pubblichiamo le riflessioni e le osservazioni del movimento "Una bella storia" sul piano casa.


Il 12 agosto scorso è stata approvata la Legge Regionale n. 20 che consente la proroga al cosiddetto Piano Casa regionale dopo la pronuncia con cui la Corte Costituzionale ne aveva decretato l'illegittimità. Se da un lato il nuovo Piano Casa della Puglia contiene una serie di novità tra le quali la riqualificazione, la rigenerazione e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente per limitare il consumo di suolo, dall'altro sollecita le amministrazioni a individuare nelle zone B e C gli interventi di riuso e qualificazione, attraverso l'"ampliamento" e la "demolizione e ricostruzione", oltre all'applicazione della legge in ambiti agricoli.

Anche il Comune di Gravina in Puglia è chiamato a individuare le zone dove intervenire con questo nuovo strumento urbanistico e per farlo dovrebbe intraprendere una discussione politica in consiglio comunale.

Noi di #unabellastoria ci aspettiamo che vengano fatte scelte attente nell'interesse della città dopo anni di applicazione del Piano Casa che ha permesso l'abbattimento sconsiderato e senza regole di molti edifici (a volte storici) creando una serie di problemi urbanistici. Abbiamo assistito a interpretazioni "personali" della legge come nel caso del Silos, unico esempio in Puglia di patrimonio di archeologia industriale cancellato per il suo valore identitario e testimoniale e dove si è vanificata persino la pianificazione paesaggistica regionale.

Abbiamo appreso dagli organi di stampa della convocazione di una serie d'incontri pubblici aperti alle varie istanze sociali (ordini professionali e operatori economici come imprese edili) che, pur nelle buone intenzioni della Amministrazione, ci sembra un metodo sbagliato per ottenere suggerimenti migliorativi in quanto questi, per loro natura, incarnano interessi divergenti, corporativi e di parte. Riteniamo importante come metodo di lavoro coinvolgere le istanze del territorio sulla base di una idea programmatica e linee guida che spetta all'A.C. proporre, a partire dallo stato di attuazione del Piano Regolatore e che dovrebbe contemplare una visione della città e dello sviluppo urbanistico aperto al dibattito con le associazioni di Rappresentanza sociale dell'impresa e del Lavoro e ordini professionali. Ricordiamo che esaurita la fase di ascolto comunque, cosi come indica la legge, la discussione resta politica e va fatta all'interno del Consiglio Comunale recependo ciò che emerge dal confronto e coinvolgimento delle varie istanze sociali.

Vorremmo fin d'ora puntualizzare alcuni aspetti di questa legge sui quali occorrerà garantire la piena applicazione nell'esclusivo interesse generale. Come, ad esempio, il caso dell'impossibilità di reperire aree a parcheggio e verde che andranno monetizzate, bisognerà che tali somme vengano effettivamente impiegate per interventi di rinaturalizzazione e forestazione; o come nel caso della tutela degli edifici antecedenti il 1950.

Chiediamo una svolta ben precisa rispetto al passato in cui non abbiamo compreso in quali capitoli siano finiti i soldi degli standard e in che modo siano stati utilizzati. Dopo anni di applicazione del Piano Casa, per definizione una legge "straordinaria", oggi c'è bisogno di attuare regole urbanistiche certe e uguali per tutti.

Questo sarebbe un segnale inequivocabile di reale discontinuità politica, come hanno chiesto i cittadini dopo il 12 giugno scorso. Regole, trasparenza e partecipazione, questi sono i capisaldi per rimettere al centro la Politica e le scelte fondamentali per la vita dei gravinesi.
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