San Michele delle Grotte
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Religioni

San Michele delle Grotte, la festa nonostante le emergenze

Riti religiosi per onorare il santo

Nonostante l'emergenza da Covid, nonostante le precarie condizioni statiche in cui versa quella parte della grotta di San Michele di proprietà comunale, le tradizioni non possono e non devono morire. Pertanto, oggi, giorno dedicato all'apparizione, per la prima volta, l'8 maggio del 490, al ricco pastore del Gargano Elvio Emanuele e da qui la diffusione del culto micaelico fino ai nostri confini e alla festa che ogni anno è stata dedicata a questo Angelo potente, nell'antico rione Fondovito, , è stato predisposto un programma ridotto di celebrazioni religiose per tenere vivo e desto un pezzo importante della nostra identità culturale, della nostra storia cittadina e della nostra fede.

I festeggiamenti seguiranno il seguente programma, suddiviso in due parti e in due luoghi distinti. Alle 11.00, nella Basilica cattedrale sarà celebrata la santa messa e a seguire, come ogni anno, la Supplica alla Madonna di Pompei. Nel pomeriggio, invece, alle ore 18.00, presso la chiesa grotta, la messa sarà celebrata da mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo diocesano. Purtroppo, sarà vietato l'accesso al pubblico e ai fedeli e tutti potranno, se vorranno, seguire la celebrazione sul canale youtube della Diocesi.

Intanto, per quanto riguarda la parte interessata ai possibili crolli, per cui fu dichiarata l'inaccessibilità alla nostra antica e prima cattedrale, ci fanno sapere dalla Curia che, al momento, dopo una iniziale mappatura generale dei luoghi, le cui spese sono state a carico del Capitolo cattedrale e non del Comune, come avrebbe dovuto essere, visto il titolo di proprietà che all'ente viene riconosciuto, ci sono buoni spiragli e buone prospettive di una possibile prossima riapertura dei luoghi da far fruire a turisti e visitatori. In attesa di tutti gli sviluppi, sulla base di nuovi rilievi tecnici, visto che la struttura è continuamente monitorata, c'è solo da ben sperare che questo bene torni ad essere quello che è sempre stato.

Un punto di riferimento importante per noi gravinesi, per gli studiosi, che nel corso degli anni passati non sono mai mancati, basti ricordare la presenza del Politecnico di Bari per il Progetto Suoni di pietra e dei giapponesi dell'Università di Kanazawa, unitamente all'Opificio delle Pietre dure di Firenze, per il progetto Tebaidi del Sud e per tutti i turisti e i visitatori che amano l'arte, che sono attratti dalle bellezze naturali che la nostra città possiede, soprattutto per quanto riguarda la civiltà e gli habitat rupestri.
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