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Pd sotto accusa: "Ha ridotto in frantumi il centrosinistra"

"Puglia per Vendola" e Idv contestano le scelte dei democratici

"Non capisco. Ci penso e ci ripenso, ma proprio non capisco: avevamo persino rinunciato alle primarie, limitandoci a chiedere che i candidati sindaci, nel caso fossero stati più d'uno, fossero sottoposti semplicemente al vaglio delle assemblee dei partiti interessati. Per questo, se adesso qualcuno mi chiedesse perché il Pd ha chiuso la porta in faccia al dialogo, non saprei rispondere". Lino Viola certe riflessioni non ce la a tenerle per sé. Incaricato dalla segreteria provinciale di "La Puglia per Vendola" di seguire le questioni murgiane, e dunque anche le consultazioni gravinesi, l'assessore comunale modugnese è il referente di una forza politica non radicata in città, "ma che a Gravina ha preso molti voti alle regionali", ci tiene a precisare con orgoglio. Nelle settimane passate il movimento da lui rappresentato era stato segnalato come prossimo alla sottoscrizione dell'accordo con Pd e Terzo Polo. Poi, la lenta presa di distanze.

Culminata infine nell'abbraccio con Sel e Idv e nella riunione che lunedì sera, in appena venti minuti, ha segnato la conclusione traumatica delle trattative. "Sin dal primo momento – ricorda Viola – mi sono speso per riannodare i fili del dialogo tra la sinistra, il Pd e il Terzo Polo. Abbiamo lavorato faticosamente per questo, e credevamo di esserci riusciti, peraltro seguendo le indicazioni concordate in sede provinciale: programmi certi, attenzione alle liste civiche, verifica delle competenze degli aspiranti consiglieri, indicazione unitaria dei profili del candidato sindaco". Poi, però, il banco è saltato. "Lunedì sera ci siamo presentati nella sezione dei democratici, insieme a Sel e all'Idv, per chiarire questi concetti. La parola primarie non è stata neppure pronunciata. Io stesso ho suggerito di definire la candidatura del sindaco passando attraverso le assemblee dei partiti coinvolti. Anche Sel e Idv, compiendo notevoli passi avanti rispetto alle posizioni dei giorni scorsi, erano su questa linea. Il Pd e i suoi alleati, però, hanno detto no. Incomprensibilmente".

Parole che trovano eco in quelle del dipietrista Vincenzo Florio: "Avremmo voluto individuare criteri nuovi per la designazione del candidato sindaco, non necessariamente le primarie, ma i democratici e i loro sodali si sono irrigiditi. Hanno detto no senza neppure discutere. A nostro parere hanno perso un'occasione per dar vita ad un centrosinistra forte". Ed ora, inevitabilmente, si guarda avanti. "Tenteremo di costruire un progetto alternativo con Sel e Idv" chiosa Viola, precisando che "la linea seguita sarà quella dell'innovazione e della stabilità, ma pure dell'apertura e del confronto, per una campagna elettorale da giocare sui contenuti". "Ogni partito farà le sue scelte e già domani, in una riunione con le segreterie provinciali, faremo il punto della situazione, anche se a questo punto riteniamo imprescindibile ripartire dalle primarie", aggiunge Florio.

E dal Pd? Nel giorno in cui si celebra l'annuncio dell'investitura ufficiale di Alesio Valente, le critiche dell'ala sinistra non trovano risposta. A tracciare la linea, con un post pubblicato sul proprio profilo facebook già un paio d'ore dopo la fine della tumultuosa riunione del lunedì, lo stesso candidato sindaco: "Abbiamo posato la prima pietra nella costruzione della Gravina che vogliamo. Ora tocca a tutti coloro che credono in una nuova classe dirigente, nei giovani e in una nuova politica aiutarmi nel completamento di questa meravigliosa opera". Il tempo delle mediazioni e delle trattative è finito: inizia la campagna elettorale.
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