Fototrappole
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Nuove fototrappole nel Parco dell'Alta Murgia

L'abbandono dei rifiuti è una piaga che non risparmia nemmeno le grotte

L'abbandono dei rifiuti è una piaga in tutto il Parco dell'Alta Murgia. Nei 13 Comuni appartenenti all'area protetta nemmeno le lame, le grotte, gli scorci paesaggistici e naturalistici più caratterizzanti sono risparmiati dalla bruttezza dello spettacolo di rifiuti di vario genere, lasciati in ogni dove, compresi i cigli e le piazzole stradali.

Il Parco nazionale dell'Alta Murgia ha deciso di installare nuove fototrappole in alcuni dei luoghi più sensibili. L'attività sarà svolta in collaborazione con i Carabinieri forestali del reparto competente sul territorio dell'area protetta.

L'Ente ha portato avanti una serie di bonifiche, ad esempio nelle grotte del Cavone e di Faraualla, liberando ingenti quantitativi di pneumatici e rottami di auto. Questi sforzi sono stati effettuati insieme all'Esercito. Tuttavia il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti non conosce soste. Si spera che gli ausili tecnologici possano consentire di individuare e multare alcuni dei responsabili ma è una pia illusione pensare che le fototrappole e i pattugliamenti possano fermare coloro che sporcano e deturpano l'ambiente. Perché il Parco è molto esteso (tutto il Parco è di 67.000 ettari), sorvegliarlo per intero è impossibile. Oltre al territorio inserito nell'area protetta, ci sono anche le aree contigue (per Gravina, ad esempio, il Bosco Difesa Grande).

Di appelli alla responsabilità collettiva e alla collaborazione ne sono stati fatti tanti ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per certi versi, la situazione sembra pure peggiorare.
  • Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia
  • Rifiuti
  • Carabinieri Forestali
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