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Palazzo di città

Maltempo: la giunta chiede la dichiarazione dello stato di calamità naturale

Inizia la conta dei danni: colpite aziende agricole e infrastrutture pubbliche e private

Dichiarare lo stato di calamità naturale.

È la richiesta che la giunta municipale presieduta dal sindaco Alesio Valente ha formalizzato attraverso l'adozione di una apposita delibera. «Il territorio del Comune di Gravina – si legge nell'atto – è stato interessato da abbondanti precipitazioni nevose nei giorni dal 5 al 7 gennaio ed in quelli successivi, che hanno provocato e stanno provocando ingenti danni alle colture, agli allevamenti, alle infrastrutture pubbliche e private, con notevoli problemi alla circolazione stradale». Si aggiunge: «La gravità dei danni, ancora da quantificare, richiede l'adozione di provvedimenti straordinari al fine di poter fronteggiare l'emergenza creatasi, tenuto anche conto che da parte dell'Amministrazione Comunale sono stati adottate misure a tutela della pubblica incolumità, quali ad esempio la chiusura delle scuole e l'immediato noleggio di ruspe e bob cat per raggiungere le case sparse e le frazioni rurali».

Ricorda il primo cittadino gravinese: «In questi giorni, con sacrificio e senso di responsabilità, tutti i sindaci del territorio sono stati in prima linea. I Comuni hanno fronteggiato il maltempo scendendo in trincea. Per quanto riguarda Gravina, siamo riusciti a garantire una buona e rapida risposta, limitando disagi ed evitando la paralisi della città. Adesso, però, è necessario che per il ritorno alla normalità lo Stato faccia la sua parte fino in fondo, sostenendo senza incertezze e con risposte concrete la ripartenza dell'economia locale e la sistemazione delle varie infrastrutture rimaste segnate dalle abbondanti nevicate». Ragioni poste a base della delibera di fresca approvazione, con la quale si chiede a Regione e Ministero dell'Interno «di dichiarare lo stato di calamità naturale in tutto il territorio comunale», con concessione «dei benefici previsti dall'ordinamento vigento o da atti di prossima emanazione».
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