
Politica
Lega: Gravina Capitale della Cultura o capitale delle contraddizioni?
Il caso Scacchi mette Gravina di fronte alle sue scelte. Comunicato congiunto di Lega e Lega Giovani
Gravina - sabato 24 gennaio 2026
Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto del segretario cittadino della Lega Lorenzo Carbone e di Simone Scaltrito, segretario della Lega Giovani Gravina.
Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto da Gravina nel percorso verso Capitale italiana della Cultura 2028, con l'ingresso della città tra le dieci finaliste: un traguardo che riconosce un lavoro serio e credibile, per il quale esprimiamo i nostri complimenti al consigliere Ignazio Lovero e agli ambasciatori designati, veri protagonisti di un percorso costruito con competenza e visione.
Ci auguriamo che siano proprio loro a continuare a guidare questo cammino, senza che altri tentino di appropriarsi di un risultato che ha responsabilità politiche e operative ben definite. Proprio perché prendiamo sul serio questa candidatura e il significato profondo che essa porta con sé, non possiamo ignorare le contraddizioni che emergono quando, alle parole sulla cultura, non seguono scelte coerenti. Una città che aspira a essere Capitale della Cultura non può permettersi di considerare sacrificabile uno dei suoi presìdi educativi più importanti, né può parlare di futuro mentre pianifica la demolizione di una scuola che da oltre mezzo secolo è parte viva del tessuto sociale e urbano. È in questo contesto che la vicenda del plesso Arcangelo Scacchi assume un valore che va ben oltre il singolo edificio: qui si misura la distanza tra la cultura dichiarata e la cultura praticata, tra gli slogan e le decisioni amministrative concrete. La demolizione del plesso scolastico non è una semplice ipotesi tecnica, ma una scelta politica grave, già inscritta negli atti dell'Amministrazione comunale, che colpisce direttamente il diritto all'istruzione, la qualità della vita delle famiglie e l'equilibrio sociale del centro storico. Discuterne mentre sono in corso le iscrizioni al nuovo anno scolastico 2026/2027 significa agire con leggerezza e irresponsabilità, scaricando su bambini e genitori il peso dell'incertezza prodotta da decisioni assunte senza metodo e senza ascolto.
Con la delibera di Giunta n. 213 del 2 settembre 2025, il Comune ha approvato il Documento preliminare alla programmazione scolastica che prevede la demolizione del plesso Scacchi per convertirlo in "zona di servizi", con l'assorbimento delle classi in altri istituti. Si tratta di un atto formale, pienamente efficace, adottato senza alcun confronto pubblico, senza una valutazione dell'impatto educativo, sociale e ambientale e senza riconoscere il valore di una scuola che da oltre mezzo secolo rappresenta un presidio educativo, civico e comunitario per la città.
A rendere il quadro ancora più grave è la confusione generata dalle dichiarazioni dell'Amministrazione. Nel corso del convegno tenutosi venerdì 12 dicembre, l'assessore Leo Vicino ha affermato che la possibilità di demolizione del plesso sarebbe pressoché remota e che, prima di qualsiasi scelta, si sarebbe ascoltata la cittadinanza. Eppure, in una successiva intervista, lo stesso assessore ha dichiarato che vi è tutta l'intenzione da parte dell'Amministrazione di proseguire con il progetto di abbattimento. Di fronte a dichiarazioni così palesemente contrastanti, la domanda è inevitabile e politica: come è possibile cambiare posizione e rilasciare affermazioni completamente opposte nel giro di poche settimane, mentre esiste già un atto amministrativo che prevede la demolizione?
Il plesso Scacchi è un bene comune urbano. Abbatterlo significherebbe spezzare un legame profondo tra luogo, memoria e cittadinanza. In un'epoca in cui le città più avanzate rigenerano le scuole come infrastrutture sociali e presidi di prossimità, la scelta del Comune di Gravina appare regressiva, miope e fuori dal tempo.
A questo si aggiunge l'assenza di un piano credibile sulla viabilità. Prima di intervenire su un'area già congestionata servono scelte responsabili: i parcheggi possono essere collocati altrove e i pullman turistici indirizzati in zone periferiche, con servizi di navetta, senza sacrificare una scuola.
Per queste ragioni la posizione è chiara: il plesso Scacchi non si demolisce, si rigenera. Se davvero si intende ascoltare la cittadinanza, allora il primo atto necessario è uno solo: ritirare formalmente la previsione di demolizione dagli atti amministrativi, perché il futuro di una scuola non può restare appeso alle parole, ma deve essere garantito dai fatti.
Lorenzo Carbone – Segretario Lega Salvini Gravina in P.
Simone Scaltrito – Segretario Lega Giovani Gravina in P.
Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto da Gravina nel percorso verso Capitale italiana della Cultura 2028, con l'ingresso della città tra le dieci finaliste: un traguardo che riconosce un lavoro serio e credibile, per il quale esprimiamo i nostri complimenti al consigliere Ignazio Lovero e agli ambasciatori designati, veri protagonisti di un percorso costruito con competenza e visione.
Ci auguriamo che siano proprio loro a continuare a guidare questo cammino, senza che altri tentino di appropriarsi di un risultato che ha responsabilità politiche e operative ben definite. Proprio perché prendiamo sul serio questa candidatura e il significato profondo che essa porta con sé, non possiamo ignorare le contraddizioni che emergono quando, alle parole sulla cultura, non seguono scelte coerenti. Una città che aspira a essere Capitale della Cultura non può permettersi di considerare sacrificabile uno dei suoi presìdi educativi più importanti, né può parlare di futuro mentre pianifica la demolizione di una scuola che da oltre mezzo secolo è parte viva del tessuto sociale e urbano. È in questo contesto che la vicenda del plesso Arcangelo Scacchi assume un valore che va ben oltre il singolo edificio: qui si misura la distanza tra la cultura dichiarata e la cultura praticata, tra gli slogan e le decisioni amministrative concrete. La demolizione del plesso scolastico non è una semplice ipotesi tecnica, ma una scelta politica grave, già inscritta negli atti dell'Amministrazione comunale, che colpisce direttamente il diritto all'istruzione, la qualità della vita delle famiglie e l'equilibrio sociale del centro storico. Discuterne mentre sono in corso le iscrizioni al nuovo anno scolastico 2026/2027 significa agire con leggerezza e irresponsabilità, scaricando su bambini e genitori il peso dell'incertezza prodotta da decisioni assunte senza metodo e senza ascolto.
Con la delibera di Giunta n. 213 del 2 settembre 2025, il Comune ha approvato il Documento preliminare alla programmazione scolastica che prevede la demolizione del plesso Scacchi per convertirlo in "zona di servizi", con l'assorbimento delle classi in altri istituti. Si tratta di un atto formale, pienamente efficace, adottato senza alcun confronto pubblico, senza una valutazione dell'impatto educativo, sociale e ambientale e senza riconoscere il valore di una scuola che da oltre mezzo secolo rappresenta un presidio educativo, civico e comunitario per la città.
A rendere il quadro ancora più grave è la confusione generata dalle dichiarazioni dell'Amministrazione. Nel corso del convegno tenutosi venerdì 12 dicembre, l'assessore Leo Vicino ha affermato che la possibilità di demolizione del plesso sarebbe pressoché remota e che, prima di qualsiasi scelta, si sarebbe ascoltata la cittadinanza. Eppure, in una successiva intervista, lo stesso assessore ha dichiarato che vi è tutta l'intenzione da parte dell'Amministrazione di proseguire con il progetto di abbattimento. Di fronte a dichiarazioni così palesemente contrastanti, la domanda è inevitabile e politica: come è possibile cambiare posizione e rilasciare affermazioni completamente opposte nel giro di poche settimane, mentre esiste già un atto amministrativo che prevede la demolizione?
Il plesso Scacchi è un bene comune urbano. Abbatterlo significherebbe spezzare un legame profondo tra luogo, memoria e cittadinanza. In un'epoca in cui le città più avanzate rigenerano le scuole come infrastrutture sociali e presidi di prossimità, la scelta del Comune di Gravina appare regressiva, miope e fuori dal tempo.
A questo si aggiunge l'assenza di un piano credibile sulla viabilità. Prima di intervenire su un'area già congestionata servono scelte responsabili: i parcheggi possono essere collocati altrove e i pullman turistici indirizzati in zone periferiche, con servizi di navetta, senza sacrificare una scuola.
Per queste ragioni la posizione è chiara: il plesso Scacchi non si demolisce, si rigenera. Se davvero si intende ascoltare la cittadinanza, allora il primo atto necessario è uno solo: ritirare formalmente la previsione di demolizione dagli atti amministrativi, perché il futuro di una scuola non può restare appeso alle parole, ma deve essere garantito dai fatti.
Lorenzo Carbone – Segretario Lega Salvini Gravina in P.
Simone Scaltrito – Segretario Lega Giovani Gravina in P.
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